Quanto è bello andare al cinema? L’emozione di sedersi al buio con i popcorn in mano, pronti a immergersi in un mondo fantastico, immaginario, e staccarsi per un paio d’ore dalla realtà. Personalmente, una delle parti che preferisco, è quella dei trailer. La preparazione effettiva al film. Ci si rilassa, si entra nel clima adatto, gustandosi i momenti salienti delle opere che usciranno in futuro. Poi, finalmente, prende forma il motivo per cui si è pagato il biglietto d’ingresso. E non è detto che sia di nostro gradimento. Può deluderci, stroncare le aspettative e farci uscire tristi e malconci. Esattamente quello che è successo ieri sera a San Siro.
I tifosi, a casa e allo stadio, hanno visto un trailer bellissimo. Dall’ingresso in campo, nonostante qualche buco sugli spalti a causa del mancato tutto esaurito, con la coreografia in Curva Sud, l’inno evocativo della Champions League e, soprattutto, un inizio si gara stratosferico. Pronti, via. Il Milan è in vantaggio dopo 3′ di gioco. Impossibile replicare i primi 25′ visti contro il Venezia, ma chi ben comincia è a metà dell’opera. Invece no. Poi è iniziato il film e, all’insaputa di tutti, era un film horror. I restanti 87′ più recupero sono stati, sportivamente parlando, un massacro. Il Liverpool ha fatto quello che voleva, umiliando il Diavolo. Sono parole forti, ma consapevoli e giuste. Non c’è stata alcuna reazione da parte della squadra.
Dovendo farvi degli spoiler, qualora non aveste visto la partita, potrei darvi le seguenti informazioni: giocatori fuori posizione, difesa alta e disordinata, pressing disorganizzato, errori in fase di impostazione, singoli che tentano la giocata senza riuscirci, infortuni a ripetizione, zero idee e dichiarazioni fuori luogo. L’ultimo punto è quello che riassume tutto quello che viene in precedenza, perché parte tutto dall’alto, da chi gestisce l’AC Milan, fondato nel 1899 da Sir Herbert Kilpin.
Ripensandoci e analizzando la serata, probabilmente, ci si sarebbe accorti che persino il trailer suggerisse un finale del genere. Se non si fosse capito, il protagonista del disastro iniziale è Zlatan Ibrahimovic. Il leone che fa sparire i gattini, il boss per cui tutti lavorano, rispondendo solo e soltanto a lui. Finalmente, come sottolineato da Boban prima della gara in diretta tv, si è capito il suo ruolo, con rispettivi compiti e competenze. Lui decide tutto, fa tutto lui. Questo è il problema più grande. La comunicazione totalmente sbagliata, tra l’altro prima del film horror e non dopo, come sarebbe stato giusto. Dare spiegazioni, fornire garanzie al tifo, ormai stanco, come dimostrato dal clima di contestazione negli ultimi 10′ del match. Domenica c’è il derby. Quale film vedremo? Sarà il solito sequel?
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