INTERVISTE PRIMA PAGINA

Giampaolo torna sulla sua avventura in rossonero: “Non mi hanno dato la possibilità di lavorare bene”

Prima di trovare la rinascita che ha portato alla vittoria del 19esimo scudetto, il Diavolo ha affrontato uno dei momenti più bassi della sua storia. I rossoneri precedentemente all’arrivo di Stefano Pioli si trovavano in un oblio. In quel brutto periodo, sulla panchina del Milan sedeva Marco Giampaolo. L’esperienza di quest’ultimo è iniziata nella stagione 2019-2020, rilevandosi a dir poco complessa. Assunto dalla dirigenza per riportare un bel gioco e solidità ha trovato una situazione differente. L’atmosfera a Milano era tesa, e ha trovato una squadra in difficoltà.

LEGGI QUI – Milan-Lecce, la probabile formazione: Fonseca sorprende a centrocampo

GIAMPAOLO E IL NON RAPPORTO CON IL DIAVOLO

Aveva un’idea tattica ben precisa e, nonostante la sua grande voglia di lanciare i giovani, i risultati pessimi hanno messo la sua posizione in bilico, sollevando non poche critiche. Dopo solamente 7 partite, con un bilancio di 3 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte, è stato esonerato. L’allenatore inoltre non è mai riuscito a legare con i componenti della rosa, come confermato dallo stesso Rafa Leao, con il quale ha avuto un rapporto aspro:

Nella mia carriera al Milan ho avuto due allenatori, o forse solo uno. Tra me e mister Giampaolo non c’era praticamente alcun tipo di rapporto, non ci parlavamo, ero da poco a Milano e per un calciatore come me, a diciannove anni, ambientarsi era la prima sfida da affrontare. Inizialmente cercavo nello spogliatoio un lessico famigliare, così mi ha aiutato un po’ con la lingua André Silva, l’unico portoghese che c’era in squadra, ma dopo un mese è stato ceduto quindi ho iniziato a legare con altri nuovi calciatori come Ismael Bennacer, acquistato tre giorni dopo di me e che ancora oggi chiamo fratello“.

Calhanoglu - Photocredit acmilan.com
Calhanoglu – Photocredit acmilan.com

L’ex tecnico del club di via Aldo Rossi ha rilasciato un’intervista ai microfoni di “Il Terzo Uomo”, parlando della sua esperienza a Milanello. Di seguito le sue parole.

Sul Milan: “Ci sono progetti che iniziano e che possono andare avanti e altre esperienze che invece terminano subito. In rossonero mi è mancato il tempo, non ho avuto la possibilità di lavorare bene e di poter migliorare le cose”.

Su Calhanoglu: “Calhanoglu può giocare in tutte le zone del campo. Al Milan avevo pensato potesse essere un grandissimo play del centrocampo, ma in quel momento storico non era pronto mentalmente per giocare così, amava proporsi in zona offensiva”.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik TokYouTube e X