Ieri sera, allo stadio Giuseppe Meazza, si è disputata Milan-Lecce, match valido per la sesta giornata di Serie A. Ai rossoneri bastano 5 minuti nel primo tempo per chiudere la sfida. Un colpo di testa al minuto 37 di Alvaro Morata apre le danze del Diavolo. Il gol regala fiducia alla squadra di Paulo Fonseca che acquisisce consapevolezza, attaccando insistentemente la porta avversaria. Il raddoppio e la terza rete arrivano fulmineamente, dopo soli 3 minuti dal vantaggio, Theo Hernandez entra nella storia del Diavolo segnando la sua 29esima rete, ed eguagliando Paolo Maldini. Pochissimi istanti dopo alla lista marcatori si aggiunge “Capitan America”, Christian Pulisic, in un brillante momento di forma, segna di fatto al 43′ la rete che chiude il match.
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Tuttavia la serata non può essere considerata perfetta. Nel corso dell’incontro diversi episodi hanno sollevato polemiche, generando discussioni sia tra i tifosi rossoneri che tra quelli giallorossi. Il primo episodio in questione riguarda la seconda rete del Milan, nata da un fallo ai danni di Rafael Leao. L’allenatore della squadra di Lecce si è trovato in disaccorto con la scelta dell’arbitro di assegnare il calcio di punizione alla rosa di Fonseca, commentando l’accaduto ai microfoni di Dazn: “38 minuti buoni. Io devo dire molto buoni rispetto alle forze in campo qui a Milano. Il peccato originale parte da una punizione che a mio giudizio è inesistente, Dorgu non può scomparire, anzi è Leao che va addosso a Dorgu”.
Il secondo episodio dubbio invece arriva al minuto 80. L’autore della seconda rete, Theo Hernandez, lascia al 75esimo il campo tra l’acclamazione dei sostenitori del Milan. Al suo posto entra Davide Bartesaghi, un esordio amaro. Il terzino dopo soli 5 minuti di gioco, commette un fallo che ne consegue l’espulsione diretta. L’avvenimento ad oggi risulta alquanto dubbio, come confermato anche da Luca Marelli su Dazn, nel corso della partita: “Ci vuole un minimo di coerenza, bisogna mettersi d’accordo. In caso di intervento in anticipo sul pallone e poi sull’uomo è cartellino giallo”.
L’ex arbitro utilizza come esempio l’intervento di Baschirotto lo scorso anno in Monza-Lecce. Il VAR confermò il rosso, ma in seguito si parlò di un chiaro errore. Proprio per questa ragione, Luca Marelli, si aspettava un metro di giudizio differente, ammettendo di aver aspettato un cambio di decisione con l’intervento della Sala VAR.
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