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Crisi Milan? L’ex Serie A non ci sta: “Fonseca sta dando identità!”

Fonseca

Federico Balzaretti ha parlato di Milan e del momento che stanno vivendo i rossoneri. La sconfitta di Firenze ha tolto tante delle certezze acquisite dalla squadra di Fonseca dopo le tre vittorie consecutive. Il successo nel derby e le partite contro Venezia e Lecce avevano permesso al Milan di riavvicinarsi alla testa della classifica. La gara con la Fiorentina ha rimesso in discussione tante cose. Dal punto di vista tattico la squadra ha fatto molti passi indietro, difensivamente ha palesato ancora troppe lacune. L’ azione del 2-1 dei Viola, in questo senso, è stata emblematica.

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Balzaretti
Balzaretti

Ma ciò che più preoccupa i tifosi rossoneri è il lato emotivo e comportamentale. Dopo l’episodio del cooling break, ancora una volta la squadra ha dato un segnale negativo, ignorando le disposizioni di Fonseca su chi dovesse battere il rigore. L’ episodio più grave è forse l’espulsione di Theo Hernandez, che dopo il fischio finale aggredisce verbalmente l’arbitro, impreziosendo la sua prestazione horror, con un evitabilissimo cartellino rosso. Momenti che un capitano e un leader dovrebbe saper gestire diversamente. Balzaretti ha analizzato tutte queste situazione nel corso della trasmissione “Elastici“, podcast di Cronache di Spogliatoio. Queste le parole dell’ex dirigente dell’Udinese:

Sull’identità tattica del Milan: “Ormai abbiamo capito che il Milan gioca in questo modo. Le squadre che affrontano i rossoneri hanno capito come sfruttare gli esterni per mettere in difficoltà gli uomini di Fonseca. L’ occasione avuta da Kean è molto simile a quella di Frimpong nell’ultima partita di Champions. Il gol di Di Marco subito nel Derby nasce sempre dalla stessa dinamica. Per giocare come richiesto da Fonseca è necessario un grande sacrificio da parte della squadra“.

Balzaretti prosegue concentrandosi sulla fase offensiva: “Per giocare con quattro punte bisogna essere in grado di raggiungere il giusto equilibrio, perché bisogna correre molto e tornare quando la partita lo richiede. L’intensità deve essere altissima, è l’unico modo per non prendere gol. Il pressing, quello fatto bene, nasce dalla fase offensiva, da come e quanto si muovono i quattro attaccanti“.

Sul momento dei rossoneri: “Rispetto a un mese fa il Milan è cresciuto molto. il problema più evidente rimane questa sorta di anarchia che però è diminuita nel tempo, a favore di una maggiore identità. Fonseca è riuscito a dare continuità alle sue scelte, ponendo le basi del suo lavoro su un solido undici titolare. In questa fase ha deciso di cambiare poco, per consolidare il suo operato. quando le cose vanno bene è difficile cambiare, e fino alla partita con la Fiorentina le cose andavano più o meno bene“.

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