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Pato racconta l’aneddoto: “Se ho iniziato a giocare centrale è grazie a lui”

Pato

Alexandre Pato può essere considerato uno dei maggiori rimpianti del club rossonero. Una vera promessa del cacio mondiale che non è mai riuscita ad ottenere la continuità e il successo delle aspettative createsi, complici anche i molteplici infortuni che lo hanno colpito. Il brasiliano approda a Milano nel 2008 e ci rimane fino al 2013, vincendo con il club di via Aldo Rossi un campionato e una Supercoppa italiana. Il gol all’esordio contro il Napoli e la magnifica rete segnata a soli 24 secondi dal fischio d’inizio contro il Barcellona in Champions League, sono cimeli indelebili della storia del Milan.

Un tassello fondamentale per la sua crescita personale e calcistica è stato senza dubbio Silvio Berlusconi. In un video condiviso recentemente, il Papero ha parlato del suo rapporto con l’ex Presidente, spiegando come il suo parere gli abbia fatto evolvere la sua visione di gioco. Di seguito le sue parole:

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Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

“Stavamo per giocare, ero in ritardo e stavo andando sull’autobus per dirigerci verso lo stadio. All’improvviso ricevo una chiamata, rispondo ‘pronto, ciao, come va? Berlusconi vuole parlare con te’. Rimasi sorpreso ‘eh? Prima della partita?’ Mi chiese di giocare più al centro. Gli chiesi come facevo a farlo, dovevo seguire le direttive dell’allenatore. Mi disse ‘stai tranquillo, vai al centro. Te lo sto dicendo io’. Quando iniziai a posizionarmi più a centro è stato grazie a lui. Ho iniziato a giocare come numero nove. Con il mister? C’era Leo all’epoca. Mi disse di non preoccuparmi e di andare al centro e alla fine è andata bene perchè poi abbiamo vinto contro il Real Madrid.

Il Milan era la sua passione, l’amore della sua vita. Mi raccontava anche delle storie, diceva di correre i 100 metri più veloce di tutti, che batteva i record mondiali. Perchè ha lasciato il Milan? Ha visto un’opportunità per diventare ancora più famoso, già lo era usava un club con tradizione di cui tutti erano innamorati e ha investito molto nel Milan. Nel club ha messo un uomo che era un genio e lo è ancora oggi, ovvero Galliani. Era il suo braccio destro. Quando ho chiuso con Barbara non è stato difficile parlarci. Mi ricordo che ha riunito tutti sul campo e ci disse ‘se vinciamo il campionato organizzo una festa per tutti, tranne per te Pato (ride ntd)”.

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