Alberico, Chicco, Evani, storico centrocampista del Milan dal 1980 al 1993, ha rivissuto le emozioni e le difficoltà dello storico scontro contro la Stella Rossa del 1988, durante la Coppa dei Campioni, in un’intervista esclusiva rilasciata a La Gazzetta dello Sport. Un ricordo che incarna la nascita di una delle squadre più dominanti della storia rossonera e che offre spunti per analizzare l’attualità del Milan odierno.
I ricordi leggendari di una notte “offuscata”
Evani ha descritto con precisione le due serate al Marakana di Belgrado: la prima partita, condizionata dalla nebbia e dalle difficoltà del Milan, e la ripetizione del giorno successivo, che portò alla vittoria ai rigori. “Non eravamo in partita, sempre secondi sul pallone. La nebbia ci ha aiutato: senza quella sospensione, non so se avremmo superato il turno.”
Il giorno dopo, grazie alla ripresa dallo 0-0 come da regolamento dell’epoca, il Milan trovò una nuova mentalità. “Avevamo gambe e testa diverse. Dopo la grande paura per l’infortunio di Donadoni, vincemmo con merito. A Belgrado è nato il grande Milan, quello che avrebbe fatto la storia.”
Un Milan in cerca di sé stesso
Evani ha poi parlato dell’attuale Milan di Paulo Fonseca, impegnato nella sfida contro la Stella Rossa, una partita decisiva per garantirsi l’accesso ai playoff di Champions League: “Battere la Stella Rossa è fondamentale per ripartire e puntare alla qualificazione agli ottavi, ma serve un atteggiamento diverso: finora ho visto troppi errori per ambire a grandi traguardi.”
L’ex centrocampista sottolinea l’importanza della costanza: “Il Milan ha avuto troppi alti e bassi. Ora deve concentrarsi sul vincere una partita alla volta per tornare almeno nei primi quattro posti del campionato. La lotta scudetto è quasi impossibile, ma non è il momento di mollare.”

Le chiavi per risalire
Evani ha analizzato le prestazioni di alcuni giocatori simbolo. Su Theo Hernandez: “Lo vedo in difficoltà fisica, ma è normale in una stagione. Deve ritrovare fiducia per tornare devastante.” Su Rafa Leao: “Il talento c’è, ma è troppo incostante. Se trova continuità, può diventare immarcabile per gli avversari.”
Evani ha infine ribadito la necessità di dare fiducia a Paulo Fonseca: “È alla prima stagione, deve ancora conoscere bene il gruppo. Agli allenatori va dato tempo per costruire.”
Un avvertimento per il presente
L’ex rossonero ha poi concluso con un consiglio: “Nel calcio moderno, la superiorità tecnica non basta. Il Milan è nettamente più forte della Stella Rossa, ma non può permettersi di sottovalutare l’avversario. In Champions, tutto può succedere.”
Una sfida cruciale per i rossoneri, che oggi, come nel 1988, affrontano il passato per costruire il loro futuro.
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