Dopo un successo inaspettato in Supercoppa italiana, il pareggio in Serie A contro il Cagliari sembrerebbe aver fatto tornare il Milan di Conceicao con i piedi per terra. L’allenatore portoghese ha avuto sicuramente un grande impatto sull’ambiente rossonero ma la strada per ritrovare una squadra vincente sembrerebbe essere ancora lunga. La nostra redazione ha intervistato in esclusiva il noto match analyst Luca Diddi, il quale ci ha fornito alcune informazioni interessati sull’ex Porto e non solo, di seguito l’intervista completa:
Cosa ne pensa in generale dell’arrivo di Conceicao? È l’allenatore giusto per risollevare il Milan?
“Secondo me sì, è l’allenatore giusto, io l’avevo detto anche a maggio quando arrivavano le prime voci su di lui che era l’uomo giusto, perché era il giusto allenatore per il dopo Pioli, perché comunque aveva personalità, aveva un equilibrio sia in fase difensiva che in fase offensiva e perché fondamentalmente la rosa del Milan attuale era una rosa che lui poteva valorizzare. Quindi io l’avevo indicato già a maggio come l’allenatore giusto per varie caratteristiche e quello che sta dimostrando e quello che ha dimostrato in Supercoppa testimoniano effettivamente che era lui la scelta. Secondo me Fonseca è stato una seconda scelta già dall’inizio che poi si è rivelata tale”.
Equilibrio, è questa la parola chiave del gioco di Conceicao
Quali sono secondo lei le principali differenze tra lui e il suo predecessore? Cosa porta di nuovo l’ex Porto al club rossonero?“Le differenze sono una fase difensiva molto più equilibrata, idee chiare in fase offensiva, più equilibrio, più dinamicità a livello di ruoli e più intensità nelle due fasi. Vi faccio un esempio: l’altro ieri ero a bordo campo a vedere Milan-Cagliari e si vedeva un riscaldamento diverso rispetto a Fonseca, c’era molta più intensità. Aldilà del modulo che comunque secondo me sarà il 4-3-3, in questo 4-3-3 o 4-2-3-1 di Conceicao vedo molto più equilibrio, vedo i giocatori più motivati e secondo me la cosa che ha portato di più in questo momento è stata un cambiamento dell’aspetto mentale. È stato essenziale soprattutto aver recuperato giocatori importanti mentalmente come Theo Hernandez e Leao“.
L’allenatore portoghese è stato espulso innumerevoli volte in carriera, questa sua grinta naturale è l’aspetto che manca attualmente al Milan?
“Conceicao è un allenatore carismatico, l’ha fatto capire subito dalle prime interviste “non mi ameranno i giocatori, ma so quello che voglio fare” quindi secondo me serviva un sergente di ferro, serviva un allenatore come Conceicao, che è più similare ad Allegri e Conte rispetto magari a un Fonseca che poteva avere un carattere diverso. Secondo me, quella grinta, quella cattiveria, quella scaltrezza possono essere importanti, soprattutto il giocatore in questo momento qui con Conceicao sa che non ha più nessun tipo di alibi“.
Se dovesse attribuire 3 aggettivi al gioco di Conceicao quali sarebbero?
“Concreto, verticale, equilibrato”
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La carta sorpresa, quel giocatore che non ti aspetti
Quali sono i giocatori che secondo lei potrebbero giovare maggiormente dal suo arrivo?“Uno dei giocatori che potrebbe trovar maggior giovamento anche vedendo come giocava il Porto, sicuramente, l’ho detto più di una volta dall’arrivo di Conceicao, è Theo Hernandez, perché mi ricorda molto Wendel, è un giocatore che lui aveva al Porto, e i suoi inserimenti li sto rivedendo in Theo, lo ha rimotivato e sarà un giocatore che tornerà sicuramente ai livelli di Theo Hernandez. Poi a mio avviso rigenerare Pulisic, riportandolo nel suo ruolo naturale di esterno destro, ma a mio avviso potrà essere importante sicuramente anche il recupero di Chukwueze per alternarlo, perché ricordo che il nigeriano potrebbe essere la carta nascosta, la carta sorpresa di Conceicao, perché è un giocatore che a lui piace molto, è un giocatore che salta l’uomo e che gioca a piede invertito.
Quindi aspetto il suo ritorno perché sono curioso del rapporto che si creerà tra lui e Conceicao. Poi ovviamente rispolverare Tomori, perché a mio avviso era un giocatore importante, perché è un giocatore che ha rapidità, che ha fase di recupero, che ha copertura della profondità, quindi anche con il fatto di averlo accantonato di Fonseca non ero tanto d’accordo e Tomori ovviamente è un giocatore importante per il Milan, come a mio avviso lo è Pavlovic che sicuramente avrà spazio nel tempo”.
Il miracolo di Sergio Conceicao
Qual è stata secondo lei la chiave che ha permesso al Milan di vincere la Supercoppa italiana? Il merito è da dare a Conceicao o la vittoria della coppa nel momento del suo arrivo è solo una coincidenza?“Conceicao in Supercoppa penso abbia fatto un miracolo calcistico, un miracolo perché lui secondo me non è andato a toccare tanti punti tattici, ma secondo me lui in quei 3/4/5 giorni ha lavorato tanto sull’aspetto mentale. Secondo me c’è stato un confronto all’interno dello spogliatoio, secondo me la cosa che è scattata è far capire che da oggi non ci sono alibi, da oggi si deve tutti correre, da oggi c’è una maglia da onorare e quello che secondo me ha fatto Conceicao è stato lavorare soprattutto sulla testa dei giocatori. Da un punto di vista tattico non c’era tempo per poter lavorare, sicuramente lo farà nel tempo, ma sicuramente ha dato un impatto mentale forte e deciso, ha creato credibilità nella persona e nell’allenatore e questa secondo me è stata la svolta“.
Leao è davanti un bivio, quale strada sceglierà?
Il protagonista assoluto della finale è stato senza ombra di dubbio Leao, pensa che con l’arrivo dell’ex Porto il talento portoghese possa confermarsi definitivamente? Qual è il suo giudizio generale su di lui?“Rafael Leao in questo momento qui è un ottimo giocatore, non è ancora un campione. In questo momento non è ancora il fenomeno, il campione, è un ottimo giocatore a cui manca l’ultimo step. L’ultimo step è quello che gli chiedono tutti e quello che proverà Conceicao a portargli, è giocatore che deve aver continuità, è giocatore che deve lavorare in entrambe le fasi, perché questo è fondamentale.
È un giocatore che deve essere leader, deve essere il numero 10 del Milan e quando dico numero 10 del Milan, pensiamo a chi ha avuto la maglia numero 10 del Milan, quindi si deve responsabilizzare, deve levarsi dalla testa tutte le altre cose che non riguardano il Milan perché ha tutto per diventare un leader di questo Milan, però fondamentalmente dipende solo ed esclusivamente da lui ed è da capire cosa vuole fare nella vita, se vuole diventare un campione o vuole rimanere un ottimo giocatore”.
Investimenti intelligenti, servono questi al Milan
Secondo lei il Milan ha bisogno di investire in questo mercato di gennaio? Se si, in quali ruoli?“Sì, il Milan ha bisogno di investire, di rispettare quello che è il volere di Conceicao. Secondo me al Milan manca un vice Fofana e un altro giocatore con caratteristiche similari da affiancare al francese, quindi sicuramente dovrà intervenire nella zona centrale del campo. A mio avviso se ci sarà la possibilità dovrà intervenire anche su degli esterni difensivi, perché devo capire se ancora possono essere validi sia Emerson che ovviamente Calabria, con cui c’è da capire quale sarà il suo futuro.Poi c’è il discorso attaccante, il Milan in questo momento ha in rosa Abraham, Morata e io non dimenticherei Francesco Camarda, perché io lo reputo all’altezza di essere un’alternativa a una punta titolare del Milan. Io lo reputo pronto per giocare in serie A e io penso che Camarda senza alcun dubbio e difficoltà possa fare anche in delle partite il titolare del Milan.
Bisogna avere coraggio di far giocare giovani, bisogna avere coraggio di far giocare Francesco Camarda, bisogna aver coraggio e credere in lui perché Camarda attualmente è il miglior prodotto giovanile che abbiamo in Italia, quindi sarebbe una follia non credere in questo giocatore e sicuramente spero che ci sia spazio per lui. Sono contento che ci sia spazio per Jimenez perché dal giorno zero io lo avevo indicato come il nuovo Saelemakers e deve essere utilizzato come lo sta utilizzando Conceicao. Quindi più Camarda in campionato, più Camarda nel Milan”.
Il Milan se li è fatti scappare, ora potrebbero essere irraggiungibili
Se dovesse consigliare alla dirigenza rossonera un giocatore d’acquistare in questo momento, quale sarebbe e perché?“Se devo consigliare un giocatore, un giocatore che andava preso quest’estate è Sesko del Lipsia, attaccante fortissimo, giovane, di prospettiva e con grande forza fisica. È un giocatore da goal sporchi, è un giocatore che da presenza in area, è un terminale offensivo. È uno di quei giocatori che piace a Conceicao, quindi avrei detto lui, ma da quest’estate, l’attaccante, l’investimento da fare nel Milan è Sesko, senza alcun dubbio.Cosi come Huijmand, il centrocampista dello Sporting Lisbona, ex Lecce, lui poteva essere un centrocampista adatto per il Milan, perché in Italia comunque quando era a Lecce era primo per recupero palloni, quindi sicuramente questi due giocatori, però se devo dire solo un giocatore Sesko. Sento parlare di Rashford, ma la mia domanda è: serve veramente lui al Milan? E non magari un investimento in un altro ruolo, anche perché in quel ruolo lì devi valorizzare quello che ha Jimenez che quindi potrebbe essere lui l’alternativa a Leao. Quindi secondo me, risparmierei per andare a investire veramente su un attaccante vero“.
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