Interessante intervista quella rilasciata da un grande ex giocatore rossonero come Dejan Savicevic, classe ’66 che ha vestito la maglia del Milan dal 1992 al 1998, ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Si è parlato di Milan passato e Milan presente, partendo dagli inizi, dall’approdo a Milano, passando dai successi conquistati in Italiano sino alla squadra che è oggi il Milan, fresco degli acquisti Gimenez e Joao Felix.
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Queste le parole
È la prima volta?
«Si. ed è bellissimo, sono felice. Il Papa mi riceverà assieme al presidente di altre due federazioni. Pol torno in Montenegro, ho un sacco di lavoro».
Come corre Savicevic. Più che in campo?
«Insomma, in campo puntavo l’uomo e dribblavo. Mi piaceva giocare. Per me, per i miei compagni, per la squadra. Sai, quando fai buoni dribbling, poi vengono buoni gol.
E ne sono arrivati tanti. Soprattutto con la Stella Rossa.
«Anche nel Milan. Avrei potuto fare qualcosa di più. All’inizio è stato difficile, ho fatto fatica a inserirmi».
Voleva andarsene. Per fortuna del Milan è rimasto.
«Fortuna anche mia. Pol ho vinto • Cinque in un colpo: Walker, Gimencz, Joao Felix, scudetti e Coppa Campioni»
Capello ha detto: «Savicevic è stato uno dei giocatori più forti che abbia mai allenato». Non male, no?
«Mi ha fatto molto piacere, lo ringrazio All’inizio con lui ho avuto problemi. Ma eravamo in tanti. non ero più un ragazzino, venivo dalla Stella Rossa campione d’Europa. In quel Milan c’erano i tre olandesi e Papin. E Lentini. E stata dura, avevo anche qualche fastidio fisico»
Poi lei, e il suo alleato Berlusconi, avete convinto Capello ed è stata trovata una soluzione.
«Sono cambiate le situazioni. Capello mi ha aspettato con pazienza. Adesso posso dire che Fabio è stato il miglior allenatore che ho avuto»
Savicevic racconta la finale contro il Barcellona
Il vostro trionfo è la finale con il Barcellona. Quel pallonetto, quel 4-0 a Cruijff.
«E non c’erano Baresi e Costacurta in difesa. lo ho fatto quel gol.. Capello mi ha detto: “Ma come ti è venuto?” Gli ho risposto: “Mister, sapevo già che avrei fatto gol”. Però Massaro ne aveva segnati due. In una finale. Daniele aveva fiuto, sentiva l’odore del gol».
Lei ha sempre detto: «lo e Massaro eravamo una grande coppia». Era cosi bello giocare con lui?
«Io mi trovavo benissimo, sono sempre andato d’accordo con chi aveva la porta in testa».
Il vecchio Milan si divertiva con Savicevic-Massaro. Ora i tifosi aspettano la coppia Joao Felix-Gimenez. Fantasia e gol. Possono tornare a sognare?
«Certo, devono. Il Milan è una grandissima squadra, ha sul braccio uno stemma con sette Coppe dei campioni. Capito? Sette. II Milan è la storia. lo sono orgogliosissimo di aver fatto parte di una delle migliori squadre del mondo. E lo saranno anche i nuovi acquisti.
E Gimenez?
«Lo conosco poco. Ho visto che fa molti gol, che segna con continuità. Poi c’è la parola di Ibrahimovic: Se Ibra dice che è forte, vuol dire che è forte».
Joao Felix e Gimenez possono co-esistere?
«Penso proprio di si. In ogni caso c’è un allenatore, Sergio mi sembra l’uomo giusto, soprattutto per Joao Felix».
