Il Milan è alla ricerca di un nuovo direttore sportivo e sarà Giorgio Furlani a sceglierlo. Dopo una riunione con Gerry Cardinale in America, l’amministratore delegato ha ribadito la sua posizione. Il patron di RedBird gli ha conferito i poteri per poter operare sulla parte sportiva. Sulla lista del dirigente ci sono diversi nomi secondo la Gazzetta dello Sport: Paratici, Igli Tare, Markus Krösche e Thiago Scuro.
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Markus Krösche è un profilo molto apprezzato in Germania e nel resto d’Europa. Passa gran parte della sua carriera da calciatore nella trafila del Werder Brema ma concluderà la sua carriera al Paderborn, squadra di cui diventerà successivamente allenatore. Dopo questa prima esperienza diventa vice allenatore nel Bayer Leverkusen. Dopo essere tornato al Paderborn come uomo di sport, viene notato dal Lipsia che lo nomina direttore sportivo. I grandi successi sportivi, però, li ottiene all’Eintracht Francoforte dove acquista a parametro zero talenti come Randal Kolo Muani e Omar Marmoush, venduti poi a cifre importanti.
Successi, trofei e la chiamata dalla Premier: la risposta di Krösche è stata molto chiara
Sotto la guida di Krösche, il Francoforte ha vinto l’Europa League, raggiunto la finale della DFB-Pokal e spera di qualificarsi in Champions League (attualmente al quarto posto in Bundesliga). Il suo gran lavoro viene notato nel 2021 dal Liverpool che lo vorrebbe come direttore sportivo, ma declina l’offerta per un motivo ben preciso. I Reds poi hanno optato per Richard Hughes.
In una lunga intervista alla Bild ha spiegato la sua visione di calcio e del motivo per cui ha rifiutato la Premier League. In queste parole possono racchiudersi tutti gli aspetti che lo hanno reso interessante agli occhi di Giorgio Furlani:
“Sono convinto che il club sia fondamentale; tutte le decisioni importanti vengono prese dalla dirigenza del club. Tuttavia, nella Premier League, il discorso è diverso: l’allenatore prende tutte le decisioni. Quando l’allenatore principale ha l’autorità di prendere tutte le decisioni, queste sono spesso orientate al successo sportivo a breve termine, e in misura minore, agli obiettivi a medio e lungo termine. Ma nel calcio moderno, l’allenatore è spesso un ruolo temporaneo”.
“In Germania, è diverso, ogni allenatore ha aree di responsabilità chiare e la possibilità di fare scelte decisive; questo ha senso. Non credo in discussioni estese in cui le decisioni prese all’interno della dirigenza sportiva vengano successivamente dibattute a un livello superiore”.
