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Conceicao salva la panchina a Lecce, ma resta un interrogativo per il futuro

Conceicao

Il Milan batte in rimonta il Lecce per 3-2 dopo 60 minuti sfortunati. I rossoneri ci mettono la voglia, la grinta e la qualità. Sergio Conceicao ridisegna la squadra nel secondo tempo e riesce a ribaltarla con i cambi. Qualora fosse arrivato il terzo ko di fila, il portoghese avrebbe potuto concludere la sua esperienza a Milano prima del previsto. A prescindere da come concluderà la stagione, a giugno sarà addio. Giorgio Furlani ridisegnerà il nuovo organigramma: pronto a subentrare un nuovo direttore sportivo e un allenatore italiano. In pole, che piace tanto all’uomo di Elliot, c’è Massimiliano Allegri.

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conceicao
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Questa mattina il Corriere della Sera ha posto un quesito sul Milan di Conceicao. Segnale di vita da parte del tecnico? Sarà interessante ora capire se quello che è successo ieri è stato davvero un primo segnale di vita o se è stato solo un episodio casuale. Per conquistare un posto in Europa i suoi uomini devono davvero dare il via a un filotto di vittorie. L’ex Porto non può essere di certo pienamente soddisfatto della gara fino al minuto 70, dopodiché la squadra ha saputo reagire e ribaltarla.

Al termine del match ha analizzato così la gara:

Ho visto uno dei migliori primi tempo del campionato, ci sono stati 4-5 occasioni e 2 gol annullati. Poco da fare. Abbiamo lavorato sulle debolezze del Lecce e abbiamo preso gol su uno sbaglio e spazi tra le linee. Abbiamo giocato tra le linee con Pulisic e Musah creando problemi senza fare gol. Nel secondo tempo abbiamo preso anche il secondo gol, i cambi hanno dato qualcosa di più. Bravi i ragazzi a crederci fino alla fine”.

Il Milan sembra perdere con chiunque e vincere con chiunque? “Mi viene voglia di lavorare, dobbiamo essere più equilibrati a livello di dinamiche, altrimenti rischiamo su ogni ripartenza. Abbiamo lavorato su piccole cose che non analizzavamo con tutto il gruppo a causa delle partite ravvicinate. Non sono felice di essere uscito dalla Champions, ma fa parte dell’evoluzione della squadra”.

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