Arrivato durante la finestra invernale per rinforzare il centrocampo, Warren Bondo ha fatto il suo debutto nella sfida di ieri pomeriggio contro il Lecce, match vinto in rimonta dal Milan per 3-2 grazie alla doppietta di Christian Pulisic e all’autogol di Gallo. L’ex Monza ha rilasciato oggi una lunga intervista ai microfoni di Footmercato.net. Di seguito le sue parole sul Milan.
Dalla Ligue1 alla Serie A: “Per me la Serie A è il secondo campionato migliore al mondo, dopo la Premier League. Ci sono troppi grandi club: Milan, Inter, Roma, Juve, Atalanta, Napoli… È un campionato molto omogeneo. Quando sono arrivato mi sentivo bene, ma durante le sedute ho subito capito che si trattava di un altro livello”.
Su Reijnders: “Quello che non conoscevo e che ho visto quando sono arrivato a Monza era Reijnders. Ora gioco con lui, ma la scorsa stagione dicevo ai miei amici che era il miglior giocatore della Serie A, almeno tra quelli che non conoscevo. Quando giocavo contro di lui, era davvero forte, era quello che mi stupiva di più”.
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Sull’arrivo al Milan
: “Diciamo che è stato fatto in due ore, è qualcosa di più (ride n.d.r). Quando quest’inverno si aprì la sessione di calciomercato, avevo intenzione di restare al Monza. Sapevo che c’era interesse da parte del Milan, ma niente di concreto. Mi è stato detto che non avrebbero comprato e da lì mi sono detto “nessun problema, non mi muovo e resto concentrato sul Monza”. Poi, una volta terminato l’allenamento, sono andato sui social per seguire il mercato come tutti e, verso le 14:00, ho saputo che Bennacer voleva andare all’OM.
Non avevo altri pensieri in quel momento, se non che alle 17 del pomeriggio mio zio, che è il mio agente, mi chiamò per dirmi che il Milan mi voleva dopo la partenza di Bennacer e che il club avrebbe fatto un’offerta al Monza. Mi chiese cosa volessi fare e io risposi: “Vado”. Tre anni fa ho avuto la possibilità di andare con Maldini e Massara, ma non è successo. I contatti con la direzione sportiva non si sono mai interrotti, quindi la trattativa non è durata molto. Abbiamo trovato subito un accordo, così come i club”.
Su Bennacer: “Bennacer è un giocatore di alto livello e ha avuto un andamento pazzesco da quando ha lasciato l’Arles-Avignon. Sostituirlo è qualcosa di forte, secondo me. Ma non è necessariamente una pressione in più, perché se Milan viene a prendermi è perché c’è qualcosa. Ora devo dimostrare il mio valore in un grande club, davanti a 80.000 persone e sotto molta pressione. Sono convinto che ci riuscirò”.
Sulla differenza tra il Milan e gli altri club: “Quando vai al ristorante a Milano, la gente ti guarda, ti fotografa, non puoi nemmeno uscire. A Monza potevo andare a comprare il pane in panetteria, qui è più complicato. Non è imbarazzante, ma sei più osservato, più richiesto, e hai anche più obblighi mediatici, più servizi fotografici…
Capisci di essere al Milan dal livello degli allenamenti, ovviamente, le infrastrutture, il modo in cui vieni gestito, sei in un ambiente estremamente confortevole. A Milano hai tutto quello che ti serve per avere successo, quindi se non ce la fai è colpa tua. Tutto ciò che dovete fare è giocare il vostro calcio, perché vi mettiamo nelle migliori condizioni possibili”.
Sull’integrazione nel gruppo: “Mi hanno accolto molto bene. Youssouf (Fofana), Rafael (Leão), che parla molto bene il francese… Per quanto riguarda Rafael, dovete sapere che lo conoscevo bene grazie al mio ex compagno di squadra al Monza, Dany Mota, che parla anche lui il francese. È un suo amico e io ero sempre con lui. C’era quindi un legame tra noi e Rafael era felice del mio arrivo. Con i francesi è stato naturale. In mensa mi sono seduto direttamente accanto a Youssouf, Mike, Théo… Mi hanno facilitato l’integrazione e ogni giorno osservo i loro metodi di lavoro. Sono dei campioni”.
Sugli obiettivi: “Voglio lasciare il segno al Milan. Qualificarmi per la Champions League, perché per un club come il Milan è importante arrivare tra le prime 4. Mancano 10 partite, quindi possiamo ancora farcela. Anche vincere la Coppa Italia è un obiettivo da qui alla fine della stagione”.
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