Roberto Donadoni è legato profondamente sia al Milan, per cui ha giocato per più di 10 anni, sia al Bologna, che ha allenato per tre stagioni. Visto l’imminente doppio confronto tra le due squadre, la Gazzetta dello Sport lo ha intervistato, chiedendogli un parere sulla finale di Coppa Italia di settimana prossima. Ecco le sue parole.
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Sul doppio confronto: “Prima di tutto va detto che si tratta di una cosa anomala. Capita che due formazioni si incrocino in campionato e poi in Coppa Italia o viceversa, ma stavolta c’è di mezzo la finale di Coppa, preceduta da un match di A che per il Bologna, ancora in corsa per la Champions, vale tanto. Il Milan ha invece poco da chiedere? Vedendo la classifica verrebbe da dirlo, ma pochi giorni prima di una finale nessuno ha voglia di perdere né tantomeno di fare brutte figure. Il Milan ha la necessità di una buona prova e di confermare il momento positivo di forma“.
Sul turnover: “Turnover? Non mi permetto di dare consigli. A proposito di Conceiçao però molti sottovalutano quanto sia difficile prendere una formazione in corsa: soprattutto se fai le coppe europee, non hai il tempo per conoscere il gruppo e per lavorare. Così trasmettere la tua idea di gioco è complicato. Valutare il suo lavoro guardando la classifica di A è riduttivo”.
Su chi sia favorito: “Non c’è una favorita. Il Milan ha più tradizione ed è abituato a giocare le finali, cosa che al Bologna non accade da tempo. La voglia di alzare quella Coppa nello spogliatoio rossoblù però sarà tanta. Chi può essere decisivo nella finale? Nel Milan dico Pulisic e Reijnders. Nel Bologna sarebbe importante il pieno recupero di Ndoye che è cresciuto molto. E poi c’è Orsolini, che ho allenato proprio a Bologna: sta facendo una stagione super e si è reso appetibile per la Nazionale.

Su chi avrà più pressione: “Il Bologna può conquistare la qualificazione alle prossime coppe europee attraverso il campionato, il Milan solo grazie alla vittoria della Coppa Italia. E per i rossoneri stare un anno fuori dall’Europa sarebbe un peccato enorme. In caso di vittoria della Coppa Italia come giudicherei la stagione del Milan? Faccio un discorso che va oltre l’esito della finale. Questa è stata un’annata che ha portato con sé problemi e difetti. Penso che i dirigenti se ne siano resi conto e faranno tesoro di ciò che è successo. In futuro gestiranno diversamente certe situazioni”
Sul 3-4-3 Donadoni ha dichiarato: “Più che il modulo giusto, secondo me adesso ci sono più disponibilità e consapevolezza da parte di tutti i calciatori: nel gruppo è passato il concetto che certi risultati si possono raggiungere solo sacrificandosi per la squadra e facendo una corsa in più. La crescita del rendimento di Theo Hernandez e Leao? Che siano due dei giocatori di maggior qualità non ci sono dubbi. Leao in particolare deve trovare la continuità che gli è spesso mancata. Ha fatto passi in avanti, ma deve confermarsi”.
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