Se il calcio e il tifo italiano avessero un motto, queste sarebbe senza dubbio: “Voglio tutto e lo voglio adesso“. Nella classifica mondiale della pazienza, i tifosi di Serie A sarebbero i fanalini di coda. Questo perché in Italia e nello specifico nel calcio della penisola la fretta fa da padrone. L’attesa è difficilmente tollerabile, se un giocatore o un allenatore non rende all’istante e nel massimo delle sue potenzialità, la società ha sbagliato a prenderlo.
Anche dopo un’eventuale esplosione, molti tifosi continuerebbero a ricordare il mancato rendimento iniziale, convinti che le prestazioni successive siano dovute solo a un colpo di “fortuna“. Questa modalità di pensiero, diciamo “all’italiana“, condiziona inevitabilmente il nostro calcio, perché se le critiche arrivano per giocatori esperti, figuriamoci nel momento in cui a esordire è un giovane, che magari alla prima presenza sbaglia un tap-in.
Il tempo è denaro, sì, ma nel calcio serve anche pazienza
In Italia non si concede “tempo“, perché in uno stato come il nostro, di grandi lavoratori, è denaro. Difficilmente, dunque, il tifoso italiano concede un periodo di adattamento a un nuovo acquisto: ai primi errori arrivano subito le critiche. In altre leghe del calcio europeo, si adotta raramente questo atteggiamento, e si concede tempo al giocatore o all’allenatore per dimostrare il proprio valore. In Premier League un Santiago Gimenez non sarebbe mai stato messo in discussione dopo appena 6 mesi.

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Il Milan per lui ha compiuto un grande investimento: a gennaio ha sborsato 35 milioni di euro, tra parte fissa e bonus, per acquistarlo dal Feyenoord, squadra in cui aveva dimostrato di avere pochi eguali in area di rigore. In maglia rossonera Gimenez non ha però avuto la possibilità di adattarsi alla Serie A e ai primi momenti bui è stato aspramente criticato. L’inserimento del Bebote è stato tutt’altro che semplice: il messicano è stato preso a causa degli scarsi rendimenti di Morata e Abraham in fase realizzativa e si è ritrovato in un contesto in cui il tifoso rossonero aveva fame di gol.
Inoltre, la situazione del Milan al suo arrivo non è stata di certo d’aiuto: sotto la guida di Fonseca il club di via Aldo Rossi aveva disputato un pessimo girone di andata. Tutti questi fattori, uniti ad un necessario adattamento al calcio italiano, hanno frenato Gimenez. In 19 presenze non è riuscito a lasciare spesso il segno, mettendo a referto 6 gol e 3 assist. Tale rendimento ha portato il Milan a pensare di acquistare un altro attaccante di alto livello, che si possa giocare il posto da titolare con il messicano.
Una sola certezza: piena fiducia al Bebote
Questa scelta, io, non la condivido
. Gimenez ha bisogno e ha diritto di ricevere fiducia, di avere la possibilità di crescere sotto la guida di Allegri e di portare il Milan a levarsi qualche soddisfazione. Per quanto mi riguarda la dirigenza rossonera può dormire sogni tranquilli con il Bebote in rosa, sarebbe sufficiente affiancargli un attaccante di rotazione, considerando che i rossoneri non disputano le coppe. Magari si poteva tenere Luka Jovic. Negli ultimi mesi il serbo aveva dimostrato di aver ritrovato la scintilla, credere in lui non sarebbe stato un errore. Ora il Milan, però, non deve sbagliare di nuovo e deve consegnare le chiavi del suo attacco a Gimenez.
Tra i nomi attenzionati dai rossoneri in questo mercato estivo spicca Darwin Nunez. Beh, in 30 presenze con il Liverpool in Premier League ha realizzato le stesse reti che Gimenez ha realizzato in 14 con il Milan. Inoltre i Reds non chiedono proprio due spicci per l’uruguaiano, circa 65/70 milioni di euro, un po’ troppi no? L’altro attaccante nel mirino della dirigenza rossonera è Vlahovic: nell’ultima stagione con la Juventus, in 44 apparizioni ha messo a referto 17 reti e 6 assist, il Bebote, tra Feyenoord e Milan, in 38 presenze ha realizzato 22 reti e 6 assist.
Gimenez vince il confronto anche con Goncalo Ramos, centravanti del PSG: il portoghese, in 46 apparizioni ha collezionato 19 reti e 6 assist. Per lui c’è da considerare che ha svolto un ruolo da riserva nel club parigino, ma nonostante ciò difficilmente potrebbe essere ceduto per meno di 40/50 milioni di euro. Dunque Milan, hai ancora dubbi? Dai fiducia a Santiago Gimenez, dev’essere lui il tuo numero 9!
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