La prima pausa dell’anno è anche la più “odiata”, almeno dai tifosi.
Tre mesi senza campionato e, dopo appena due settimane, lo stop. La Nazionale, però, di questi tempi, ha un’importanza che raramente ha avuto in passato. Gattuso, alla guida della squadra 4 volte campione del mondo, è l’uomo con più pressione sulle spalle del paese. Costretto a vincerle tutte per provare a inseguire la Norvegia, il secondo posto nel girone catapulterebbe indietro nel tempo ogni italiano, con il terrore dei due spareggi passati. Tempo al tempo. Quello che serve ad Allegri per allestire il vero Milan, vistosi a fasi alterne contro Cremonese e Lecce.
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C’è chi è fiducioso, chi inserisce il Diavolo tra le favorite per lo Scudetto, e chi nutre molti dubbi. Tra questi, Stefano Borghi. Il giornalista ne ha parlato durante la trasmissione di Cronache di Spogliatoio “L’ascia Raddoppia”:
“Se il Milan fa tanti punti, Allegri salva condotto fino a fine carriera. Perché se il Milan fa tanti punti è perché Allegri fa un miracolo. Non sono né ottimista né pessimista, ma quella rossonera è evidentemente una squadra che non è stata costruita attraverso un’idea omogenea, e perseguita, con un’unità di intenti dalle componenti societarie. Poi può darsi che faccia tanti punti, tanti per arrivare al quarto posto. Se non ci arriva, è un flop di tutti, eh“.
Borghi ha poi continuato, parlando dell’attacco e delle scelte di mercato:
“E poi c’è la dimensione dell’attacco…Non c’è un’idea dietro l’attacco del Milan. Sono successe queste cose. Punto. Il nuovo direttore sportivo si presenta preannunciando 4-3-3 di dominio e possesso con un 9 alla Giroud. Il Milan non gioca 4-3-3, Il Milan non giocherà di dominio e possesso, se non per alcune porzioni di partita. Il Milan non ha un 9 alla Giroud”.
