Dopo la vittoria per 1-0 contro il Bologna, il Milan targato Massimiliano Allegri si prende tre punti pesanti e, soprattutto, conferma una nuova solidità che non è passata inosservata agli occhi degli addetti ai lavori. Ai microfoni di Pressing, Alessio Tacchinardi, ex centrocampista della Juventus e oggi opinionista, ha offerto una lettura tattica della trasformazione del Milan nelle ultime settimane, elogiando il lavoro del tecnico livornese.
“Vittoria allegriana? C’è tanto Max in questa partita – ha commentato Tacchinardi – ma credo che ci sia tanto Allegri anche nelle ultime settimane.”
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Dalla Cremonese al Bologna: Allegri trova la chiave tattica
Tacchinardi è tornato sulla partenza complicata dei rossoneri, con la sorprendente sconfitta alla prima giornata contro la Cremonese, che aveva sollevato dubbi sulla tenuta tattica del nuovo Milan:
“Dopo la sconfitta contro la Cremonese, dove c’era un Milan troppo aperto, Allegri ha trovato l’abito giusto per questa squadra. Ora è molto più compatto, più basso difensivamente, e cerca di creare qualcosa di importante davanti”, ha sottolineato l’ex mediano bianconero.
Il cambio di sistema e di atteggiamento è evidente: da un Milan sbilanciato e vulnerabile a una squadra che oggi mostra ordine, equilibrio e cinismo, elementi da sempre centrali nella filosofia allegriana.
Modric in regia: “Le chiavi del Milan a un fuoriclasse”
Uno dei punti tattici messi in risalto da Tacchinardi è l’utilizzo di Luka Modric come metronomo del centrocampo rossonero. Arrivato a parametro zero dal Real Madrid, il croato ha preso subito in mano le redini del gioco.
“Allegri ha messo Modric in cabina di regia e ha dato le chiavi del Milan a un fuoriclasse assoluto come il croato,” ha dichiarato Tacchinardi.
Modric non solo porta classe ed esperienza, ma rappresenta anche una guida per i più giovani, come Fofana o Loftus-Cheek, aiutandoli a gestire i ritmi e le pressioni delle grandi partite.
Solidità, pragmatismo e risultati
Il nuovo Milan che Allegri sta costruendo appare meno spettacolare ma molto più concreto. L’1-0 contro il Bologna non ha entusiasmato sul piano estetico, ma ha mostrato una squadra capace di gestire il vantaggio, soffrire quando serve e difendere di reparto.
Un Milan che non lascia spazio all’improvvisazione e che inizia a mostrare i tratti distintivi del suo allenatore: compattezza, controllo e massima valorizzazione dei leader tecnici.
