“Altro che vagabondo!”
È l’esclamazione che ha preso corpo ieri sera nei cuori dei tifosi rossoneri, osservando per 90 minuti la prestazione di Adrien Rabiot nel match contro il Bologna. L’epiteto scherzoso e affettuoso che Massimiliano Allegri gli aveva attribuito a Milanello — quasi a voler stemperare l’impatto mediatico del suo arrivo — è rimasto confinato nel registro dell’ironia toscana del tecnico. Perché in campo, il francese ha risposto da professionista vero.
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Subito titolare, con appena tre giorni di allenamento sulle gambe e una squadra tutta da conoscere, Rabiot ha offerto una prova solida, senza acuti ma pregna di intelligenza tattica e disponibilità. Il centrocampista ex Juventus si è calato nel ruolo di equilibratore, non cercando la copertina ma il controllo, con una serie di giocate semplici, essenziali e sempre nel ritmo giusto.
Ordine, letture corrette e tempi di gioco
Nel primo tempo, come tutta la squadra, è apparso in fase di studio: si è preso i suoi tempi per leggere i movimenti dei compagni, riconoscere le posizioni e adattarsi ai ritmi di una nuova mediana. Ma anche in quei minuti, Rabiot ha tenuto la posizione con pulizia, lavorando sulle seconde palle e coprendo bene le corsie laterali sui cross del Bologna.
Nel secondo tempo, quando il Milan ha provato ad alzare il baricentro, il numero 25 ha continuato a garantire ordine, sbagliando poco o nulla. Non ha forzato giocate difficili, ma ha sempre dato una linea di passaggio, muovendosi da punto di riferimento per i compagni.
I tifosi attendono continuità, ma l’impatto è incoraggiante
Non è certo oggi che si scopre il valore di Rabiot. Parliamo di un internazionale francese, con alle spalle finali di Champions League, Europei, Mondiali. Ma il tifoso rossonero — si sa — è diventato cauto, quasi disilluso, dopo stagioni altalenanti e rivoluzioni tecniche. In questo contesto, una prestazione solida, intelligente e concreta vale doppio: perché fa intravedere la possibilità che, con Rabiot, il Milan possa aver trovato un pezzo da novanta per il suo centrocampo.
Un investimento che può pesare
Arrivato a parametro zero dopo la fine del contratto con la Juventus, Rabiot rappresenta un colpo d’esperienza e di fisicità. Allegri lo conosce, sa come gestirlo e come valorizzarlo, ma il francese sembra avere anche la maturità giusta per prendere in mano un gruppo giovane e ancora in cerca di certezze.
La stagione è appena cominciata, e giudizi definitivi sarebbero prematuri. Ma in uno scenario ancora in costruzione, vedere qualcuno muoversi bene sul prato di San Siro è un segnale importante. E se il buongiorno si vede dal mattino, Rabiot potrebbe essere molto più di un ex bianconero in cerca di rilancio: potrebbe diventare una colonna del nuovo Milan di Allegri.
