In una delle prime conferenze stampe Massimiliano Allegri spiegò come il suo obiettivo fosse quello di mantenere calma ed equilibrio sia fuori che all’interno della squadra. Definì l’ambiente “esplosivo“, capace di esaltarsi in caso di vittoria e deprimersi in caso di sconfitta. Lo abbiamo visto l’anno scorso di come il Milan fosse troppo umorale e poco costante, equilibrato. Questo è il momento di non fare isterismi per un pareggio in casa contro il Pisa ma di continuare a dare fiducia nel lavoro quotidiano. Al netto del valore dell’avversario, i rossoneri sono rimaneggiati senza i suoi top Pulisic, Rabiot, Estupinan e Loftus-Cheek e questo incide parecchio sul risultato finale.

Lì davanti si fa ancora un pò fatica. Leao sta facendo il Leao ma non lo farà per tutte le partite. Santi, dopo un paio di prove convincenti, sta facendo fatica a trovare il gol, sua specialità al Feyenoord. I gol di Pulisic e Rabiot stanno mancando e in questo senso non stanno arrivando né da Nkunku né da Gimenez, due giocatori da cui ci si aspetta tanto.
Il Diavolo ha una rosa di alto livello ma è corta e con gli infortuni lo è di più. Per poter puntare ad obiettivi di altissimo livello servono altri due tasselli importanti: un difensore centrale di caratura internazionale come Kim del Bayern Monaco, che sta trovando poco spazio in Germania e conosce già la Serie A, e un’attaccante che faccia ancora la differenza. La pista Vlahovic è costantemente monitorata dal direttore Igli Tare anche se non è del tutto semplice. Ad oggi anche la suggestione Lewandowski resta tale, nulla di concreto o avanzato.
In questo modo il Milan avrebbe altri punti di riferimento per il presente e per il futuro ma soprattutto alzerebbe l’asticella mandando un messaggio alle concorrenti.
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