San Siro, ore 12.30. Una fascia oraria apparentemente neutra, ma che per il Milan riapre una ferita mai del tutto rimarginata. I rossoneri tornano infatti ad affrontare il Sassuolo a mezzogiorno e mezzo per la prima volta dalla stagione 2022/23, quando al Meazza andò in scena una delle sconfitte più traumatiche dell’era recente: un clamoroso 2-5 che segnò uno spartiacque nella storia dell’ultimo Milan targato Stefano Pioli.
Era il 29 gennaio 2023 e nulla lasciava presagire una disfatta di quelle proporzioni. E invece, nel giro di novanta minuti, il Sassuolo demolì certezze, equilibrio e ambizioni di una squadra che fino a pochi mesi prima lottava stabilmente ai vertici. Frattesi, Defrel, Berardi, Laurienté e Matheus Henrique: cinque nomi scolpiti nella memoria dei tifosi rossoneri come simboli di una mattanza sportiva che fece rumore in tutta Europa.
Il punto di non ritorno: 5-2 letale
Quella partita non fu una semplice sconfitta. Fu l’inizio della fine. Da lì in avanti il Milan perse compattezza, identità e risultati, mentre la posizione di Pioli cominciò a scricchiolare in modo sempre più evidente. Il 5-2 contro il Sassuolo rappresentò il punto di non ritorno emotivo, prima ancora che tecnico, di un ciclo che di lì a poco sarebbe arrivato al capolinea.
Oggi il contesto è diverso, così come gli uomini in campo e in panchina. Ma il calcio vive anche di simboli, ricordi e fantasmi. E il ritorno a quell’orario, contro lo stesso avversario, nello stesso stadio, non può che assumere i contorni di una sfida dal forte valore psicologico. Per il Milan non è solo una partita di campionato: è un’occasione per chiudere un cerchio, per cancellare un’immagine ancora vivida nella mente del popolo rossonero.
Il Sassuolo resta un avversario imprevedibile, capace di esaltarsi contro le grandi e di colpire con qualità e velocità. Proprio come allora. Ma questa volta il Milan è chiamato a rispondere presente, non solo con i gol e con i punti, ma con una prestazione che restituisca autorevolezza e serenità.
La “vendetta” sportiva non è una parola che si pronuncia facilmente a Milanello. Ma certe partite chiedono di essere vinte anche per il passato. E a San Siro, all’ora di pranzo, il Diavolo ha un conto aperto da saldare.
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