Questo Milan passa dai propri giocatori chiave, molti di questi arrivati proprio nell’ultima finestra di mercato.
Negli ultimi anni le sessioni di calciomercato non hanno premiato spesso i rossoneri, se non in poche occasioni. Spesso e volentieri la dirigenza si è mossa nell’imminente mercato invernale per aggiustare un mercato non andato come desiderato.
A colpire i rossoneri nelle scorse stagioni è stata la carente attenzione della fase difensiva, oltre ad un reparto offensivo poco cinico. Da Pavlovic che inizialmente non è riuscito a risolvere i problemi dei rossoneri, in questa stagione ha migliorato notevolmente le sue prestazioni.
Stesso discorso vale per il reparto offensivo, che nella scorsa stagione è stato affetto dalla poca cattiveria nell’ultimo terzo di campo: da Morata ad Abraham, all’attuale Gimenez, il Milan ha avuto estrema difficoltà dai propri bomber a buttare la palla in rete.
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A questo gruppo si possono aggiungere i nuovi innesti arrivati nell’ultimo mercato. Giocatori che stanno facendo una grande differenza sotto la guida attenta di Massimiliano Allegri.
I giocatori simbolo di questo mercato non possono non essere Luka Modric e Adrien Rabiot. Calciatori che in questo Milan non solo hanno portato qualità, ma sopratutto qualcosa che mancava in un Milan in costante ricerca di certezze: la leadership.
A parlare di questa qualità, portata sopratutto da un leader come Luka Modric, è Andrea Marinozzi. Il giornalista e telecronista di Dazn, ha parlato così sul suo canale YouTube, di Luka Modric e dell’ultima uscita dei rossoneri:
“Ancora una volta Modric diventa fondamentale per il Milan. Nel primo tempo non mi era piaciuto, si muoveva troppo e non serviva. Mi è piaciuta tantissimo la sua leadership, quella che l’anno scorso mancava al Milan”.
“Nell’episodio del calcio di rigore è Modric ad andare da Pulisic e a consigliare di lasciare quel pallone a Nkunku visto che il francese se la sentiva. Ancora più bello è quando Modric calcia va vicinissimo al gol e poi segna Nkunku, con il croato che esulta felicissimo. In tantissimi episodi simili, il giocatore che va vicino al gol un po’ di amaro ce l’ha, lui no”.
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