Il ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan segna l’inizio di una stagione all’insegna della flessibilità e dell’intelligenza tattica. Tuttosport lo definisce “il trasformista”: l’allenatore sceglie la strada dell’adattabilità, valorizzando una rosa ricca di centrocampisti e uomini di fascia.
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Nuova stagione, vecchie certezze e nuove idee. Massimiliano Allegri ha aperto il campionato alla guida del Milan con un chiaro segnale: niente dogmi, solo soluzioni. Dopo una tournée estiva in Asia e Pacifico che ha visto la squadra rossonera schierata stabilmente con il 3-5-2, l’allenatore livornese ha confermato la stessa impostazione anche nelle prime gare ufficiali, tra Serie A e Coppa Italia. Ma l’impressione – confermata anche dalle sue parole – è che il modulo sia solo il punto di partenza.
“Conta dove i giocatori si muovono, non i numeri sulla lavagna,” ha dichiarato Allegri, ribadendo un concetto a lui caro: la flessibilità prima di tutto.
Una rosa costruita per cambiare pelle
Il 3-5-2 iniziale valorizza una rosa strutturata con tanti centrocampisti e pochi terzini puri, ma le alternative non mancano. Come sottolinea Tuttosport nel titolo di oggi: “Allegri, il trasformista di un Milan a più facce”, il tecnico ha già dimostrato la volontà e la capacità di passare anche al 3-4-2-1 o al più offensivo 4-3-3. L’obiettivo è chiaro: adattare lo schieramento ai momenti della partita, agli avversari, e soprattutto alle caratteristiche dei suoi uomini migliori.
Le certezze rossonere
In un contesto fluido, Allegri può comunque contare su alcuni punti fermi. In attacco, Leao e Pulisic sono gli elementi intoccabili, capaci di dare profondità e fantasia in ogni modulo. A centrocampo, si consolida la cosiddetta “linea franco-croata”, con un mix di muscoli e tecnica che garantisce equilibrio e verticalità.
Ma il vero ago della bilancia, secondo Tuttosport, è Alexis Saelemaekers: il belga, già molto apprezzato da Pioli nelle scorse stagioni, si sta ritagliando un ruolo sempre più decisivo per la sua capacità di interpretare più ruoli – esterno a tutta fascia, mezzala o trequartista – con la stessa intensità.
Un Milan camaleontico
Quello che emerge dalle prime uscite stagionali è un Milan camaleontico, capace di mutare forma senza perdere identità. Una squadra che, sotto la guida di Allegri, sembra voler tornare a competere con pragmatismo e visione. Se il Milan riuscirà a coniugare continuità di risultati e duttilità tattica, potrebbe davvero diventare una delle protagoniste della stagione, in Italia e non solo.
