Ironia della sorte il Milan di Amorim è la squadra che sta giocando un gioco migliore in paragone allo United.
La formazione inglese dopo un ottimo finale della scorsa stagione, sta avendo grandi difficoltà a trovare continuità all’interno dei 90 minuti. Carrick ed i suoi giocatori siedono al dodicesimo posto a già 10 punti di distanza dalla vetta guidata dal Manchester City.
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A parlare del di questo binomio Milan – United è il giornalista Marco Passotto a la Gazzetta dello Sport:
“Il calcio a volte è bizzarro. Può anche capitare che un allenatore esonerato bruscamente, tra gli stracci che volavano, tra accuse e rivendicazioni, in totale rottura con tutto l’ambiente, qualche mese dopo venga rimpianto”.
“Sta succedendo a Ruben Amorim e stiamo parlando di Manchester. Ovviamente non della dirigenza, ma dei tifosi. O quanto meno di una parte di essi”.
“Lo United arranca, annaspa, boccheggia a quota cinque punti in altrettante partite e la gente dei Diavoli Rossi inizia a rimpiangere Ruben”.
“Il tre a zero del Milan sul Lecce è stato il detonatore della nostalgia, ma più di un affezionato si era sbilanciato già dopo il quattro a due che Amorim aveva rifilato a Carrick nell’amichevole di Ferragosto”.
“Il Manchester peraltro pare un fattore destinato a comparire spesso nei ragionamenti che coinvolgono Amorim. Perché certo, quando un’avventura finisce male brucia dentro, ma porta sempre con sé anche qualche insegnamento”.
“Cosa facilmente deducibile dalle parole del tecnico nel dopo gara con il Lecce: “Nelle ultime partite abbiamo avuto qualche difficoltà perché avevamo una struttura davvero troppo rigida nelle posizioni, mentre oggi i giocatori avevano un po’ più di libertà e, con un po’ più di libertà, giocano meglio. Quello che ho percepito nelle ultime partite, e che avevo già provato allo stesso modo al Manchester United, motivo per cui non posso commettere di nuovo lo stesso errore, è che a volte non abbiamo le caratteristiche ideali per giocare in un determinato modo. Se non le abbiamo, dobbiamo adattarci un minimo”.
“A prima vista, per chi non lo conosce, parrebbe una semplice frase di buon senso. Un’ovvietà. Ma per uno come Amorim è qualcosa di molto più ampio”.
“Praticamente un cambio d’approccio, una rivisitazione dei propri dogmi. Perché esattamente un anno fa, dopo uno 0-3 incassato dal City, a una domanda sull’opportunità di cambiare sistema di gioco il tecnico aveva risposto così: “Nessuno mi farà cambiare idea. Neppure il Papa. Questa è la mia responsabilità quindi non cambierò nulla tatticamente”. Scova le differenze tra quell’Amorim e questo Amorim”.
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