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Ancelotti fulmina Cardinale: “Maldini via? Senza rispetto!”

Ancelotti

Carlo Ancelotti si schiera dalla parte di Maldini. L’allenatore del Real Madrid – intervistato da Il Giornale – ha commentato la scelta del Milan di mandare via Maldini e Massara. Queste le sue dichiarazioni anche sul calcio in generale:

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“Il VAR ha tolto il potere esclusivo all’arbitro, prendendo decisioni non in linea con lo spirito e la realtà effettiva del gioco. Il fallo di mano, ad esempio. Non c’è oggettività ma decisioni personali. Il VAR è male utilizzato, anzi è troppo utilizzato. Cosa cambiare? Innanzitutto la formazione dell’International Board, con l’inserimento di ex calciatori e allenatori che conoscono bene e meglio il gioco. Sul fuorigioco, ad esempio, un ginocchio, un piede non può invalidare l’azione”

Sulle troppe partite: “I miei, tra Liga, coppe e Mondiale, concludono la stagione con 73 partite. Dal 30 dicembre al 12 marzo abbiamo giocato senza sosta, tranne una settimana, spostandoci tra Marocco e Arabia. Non è possibile continuare così. La Uefa ancia la nuova Champions con più squadre, la Fifa vara il mondiale con più nazioni, le leghe promuovono la finale della Supercoppa nazionale a quattro squadre. O si mettono d’accordo tra loro o la salute dei calciatori non ha più alcuna importanza”.

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Sul razzismo: “Non posso accettare che lo stadio sia diventato l’ambiente più ostile di tutto e di tutti, non posso accettare questo clima di odio, per la pelle, per la religione, per l’etnia di un calciatore o di un allenatore. Nei quattro anni vissuti in Inghilterra non ho ricordi di insulti alla persona, fischi sì, cori anche, mai però un attacco personale. L’odio va combattuto, sarà un processo lungo“.

Sul business: “I club di football che pensano di fare business al di sopra dello spirito sportivo sono destinati a fallire. Il mecenatismo non ha più il significato di prima ma l’affarismo è negativo”

Sulle esperienze in Italia e all’estero: “Girare il mondo mi ha insegnato a vivere. L’Italia è il posto migliore, ma Madrid è la città ideale. Londra e Parigi sono fantastiche, ma troppo impegnative. Monaco ha la sua faccia bella, il Canada è natura e libertà di circolare senza rompiscatole. Mi piace vivere e non sopravvivere”.

Sul Brasile: “Sto bene a Madrid, ho un rapporto splendido con Florentino Perez, la vita qui è magica. Non smetto e poi è veramente difficile trovare qualcosa di migliore del Real”.

Sul caso Maldini:“Io a Madrid ho imparato che la storia di un club va rispettata sempre, qui Di Stefano, Amancio, Gento, Puskas sono ancora valori esclusivi verso i quali si nutre riverenza. Per conservare la storia ai massimi livelli, va tutelata la memoria del passato, quello che è successo con Maldini dimostra una mancanza di cultura storica, di rispetto della tradizione milanista. Se è vero che con la storia non si vince è anche vero che la storia insegna a vincere“.

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