Il Milan sta cambiando volto. Un mercato così consistente non si vedeva da anni, soprattutto per tempistiche. In poco più di un mese gli acquisti sono già stati sei, con il settimo in dirittura d’arrivo. Un rifacimento di centrocampo e trequarti pressoché totale. Tonali, ceduto al Newcastle, e Bennacer, ai box almeno fino a dicembre, sono stati rimpiazzati da Loftus-Cheek e Reijnders.
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In porta è stato preso a costo zero Marco Sportiello che sarà il nuovo vice Maignan. Davanti, invece, il restyling più abbondante. Pulisic, Luka Romero, Okafor e Chukwueze, ormai a un passo dal Diavolo, andranno a completare un reparto offensivo talentuoso, giovane e imprevedibile. Con Leao e Giroud, la linea d’attacco a disposizione di Stefano Pioli si candida come migliore della Serie A.
Il passato sembra essere stato superato. Molti degli artefici dello Scudetto e alcune delle scommesse di Maldini e Massara sono un lontano ricordo e non sembrano più fare parte del progetto rossonero. Messias, Saelemaekers, Adli e De Ketelaere difficilmente troveranno spazio nel nuovo Diavolo costruito da Moncada e Furlani e facilmente saranno destinati a lasciare la città.

Chi ha già salutato, dopo tre anni di Milan, è stato Brahim Diaz, tornato al Real Madrid. Un triennio, quello a Milano, fatto di alti e bassi, con momenti dimenticabili ma altrettanti lampi di puro talento. Quello che non è mai mancato è l’amore per la maglia, ricambiato da un affetto incondizionato dei tifosi. Ancelotti, suo nuovo allenatore in Spagna, ha commentato così le sue prime settimane in maglia merengue.
“Brahim è tornato benissimo dal Milan, oggi è un calciatore più forte e completo.“
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