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Aneddoto rilevato: “Berlusconi tentò di comprare l’Inter ma…”

La storia del Milan è stata ricca di successi: l’uomo, per eccellenza, che ha portato i rossoneri sul tetto del mondo è stato senza dubbio Silvio Berlusconi. È impossibile non citare l’illustre presidente quando si parla della storia del club di Via Aldo Rossi. Durante il suo periodo di presidenza, dal 1986 al 2017, il Milan vinse bene 29 trofei sotto la sua guida: 8 Scudetti, 1 Coppa Italia, 7 Supercoppe italiane, 5 Champions League, 5 Supercoppe UEFA, 2 Coppe Intercontinentali e 1 Coppa del mondo per club FIFA.

Non si può dunque negare che Berlusconi abbia fatto la storia del Milan. Il noto politico, però, anni prima di divenire il presidente del Milan tentò di acquistare l’Inter. È questo il retroscena rilevato da Luigi Maria Prisco, figlio di Giuseppe Prisco, leggenda della storia dell’Inter. Fu infatti vicepresidente dei nerazzurri per oltre mezzo secolo, dal 1963, fino alla sua morte, nel 2001. Di seguito le dichiarazioni del figlio alla Gazzetta dello Sport:

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Suo papà era in ottimi rapporti con Silvio Berlusconi. 

 

“Lo conobbe nel 1972, quando Berlusconi era un semisconosciuto costruttore e molti ne storpiavano il cognome in Bernasconi. Peppino (ndr: Giuseppe Prisco) venne a casa e disse che nella sede dell’ordine degli avvocati a Milano si era presentato un certo Silvio Berlusconi per chiedergli di intercedere con Ivanoe Fraizzoli, il presidente dell’Inter di allora.

Sì, Berlusconi voleva comprare l’Inter. Peppino era rimasto colpito da Berlusconi: “Mi ha fatto un’impressione enorme, ha le idee molto chiare”. Non so se volesse l’Inter perché interista e non milanista o perché la considerasse più acquistabile rispetto al Milan. Peppino gli procurò un colloquio con Fraizzoli, ma il presidente disse di no: “Lei ha 35 anni, è troppo giovane, ritorni tra dieci anni“.”

E Berlusconi ritornò?

“Sì, all’inizio degli anni Ottanta e Fraizzoli disse un’altra volta di no. Era scoppiato lo scandalo della P2, tra gli iscritti era saltato fuori anche il nome del Cavaliere e Fraizzoli, che era un po’ moralista, sentenziò: “Non vendo l’Inter a un piduista“. Che poi tanta gente si è ritrovata iscritta alla P2 senza saperlo”.

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