Davide Bartesaghi, terzino sinistro classe 2005, si è raccontato in una lunga intervista ai microfoni di Calciomercato.com. Le sue parole:
Ci racconti un po’ delle tue origini? Cosa vuol dire l’Azzurro e l’Italia per te?
“L’Azzurro e l’Italia sono tutto. Chiaramente rappresentano il mio paese ed è un onore indossare questa maglia. Il rispetto di questa maglia viene prima di tutto. Di fatto sudo ogni giorno in campo per questi momenti”.
Sei un terzino di grande spinta, hai sempre giocato in questo ruolo o ti ci sei ritrovato? Meglio la difesa a 4 o la difesa a 3?
“In realtà da piccolino all’Atalanta ho iniziato facendo la punta, poi al Milan ho fatto l’esterno. In carriera però ho ricoperto tanti ruoli. Ho fatto la mezzala e all’occorrenza il difensore centrale. Oggi se posso scegliere preferisco giocare in una difesa a 4 come terzino puro, ma sono duttile e posso fare tranquillamente anche il braccetto di sinistra in una linea a 3”.
A proposito del ruolo, hai un giocatore o più a cui ti ispiri? Che rapporto hai con Theo Hernandez con cui ti alleni tutti i giorni?
“Devo dire che sicuramente Theo è il mio punto di riferimento. Prendo lui perché è davanti a me in questo momento e da lui posso imparare tanto. Oggi mi posso ritenere abbastanza fortunato a lavorare accanto a lui. Il rapporto? Direi molto bello”.
Bartesaghi è ormai parte fissa della prima squadra di Pioli. Che rapporto c’è con il mister? Cos’hai provato quando te l’hanno detto?
“Quando il mister mi ha chiamato per comunicarmi che avrei preso parte alla tournée due anni fa e che sarei stato aggregato alla prima squadra quest’anno è stato tutto inaspettato e sinceramente tutto molto veloce. All’inizio i primi giorni mi tremavano le gambe, poi però ho capito che è quello per cui stavo lavorando da sempre e quindi sono entrato in campo e ho dato il massimo. Pioli è una persona molto seria, che non punta mai il dito ma prova a spiegarti. Ho la fortuna che è un maestro dato che è stato un difensore e mi sta dando tantissimi consigli su come difendere”.
Bartesaghi racconta l’emozione dell’esordio col Milan:
“Ti dico che già il fatto dell’essere aggregato alla prima squadra non era aspettato, pensare che da lì mi sono trovato ad esordire… È stata un’emozione unica, San Siro… Sicuramente è stato tutto inaspettato, ma è ciò che voglio fare nella vita perciò l’emozione passa”.
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È vero che da piccolo hai detto no all’Atalanta per il Milan per “colpa” di tuo papà che tifa rossonero?
“No va detto che prima del Milan sono stato due anni all’Atalanta, semplicemente quando c’è stata la possibilità di scegliere ho fatto una scelta mia, di principio perché mi sono trovato meglio dopo il provino svolto al Milan. Il tifo di mio papà non c’entrava”.
Qual è l’obiettivo o un sogno nel cassetto che poni davanti a te?
“Direi che il mio sogno più grande ora è alzare un trofeo con il Milan. Direi che voglio provare a vincere scudetto e Champions. Con l’Italia il sogno è trovare la convocazione con la Nazionale maggiore”.
Bartesaghi sugli hobby oltre al calcio:
“Oltre al calcio direi che mi piace ogni tanto fare qualche scambio a basket oppure a ping pong. Poi ovviamente c’è la play con gli amici, ma in ritiro non l’abbiamo portata. Non è un divieto di Corradi, ci tengo, semplicemente ci stiamo concentrando sull’obiettivo”.
Ti senti un leader di questo gruppo? Data l’esperienza in prima squadra che stai avendo con il Milan e che in pochi altri hanno…
“Sinceramente non mi sento ancora un leader perché alla fine sono entrato in Nazionale non da tanto. Certo quello che sto apprendendo al Milan, l’esperienza internazionale, la Serie A, potrebbero aiutarmi a diventarlo in fretta”.
Se ti dicessi scegli un solo momento, il più emozionante che hai vissuto nell’ultimo anno e mezzo. Quale sceglieresti?
“Sicuramente l’esordio di cui parlavamo prima. Però mi piace tornare a un passo indietro. Il momento più emozionante è stata la prima chiamata che ho ricevuto per il ritiro in prima squadra. Però calma, non sono ancora arrivato dove vorrei arrivare”.
Bartesaghi sul compagno di Under 19 con cui hai legato di più?
“Sicuramente mi trovo molto bene con Zeroli che è il mio compagno di squadra al Milan. Poi c’è Ripani che è un personaggio unico”.

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