Mancano poco più di 48 ore al big match di lunedì tra Napoli e Milan. Una sfida che potrebbe rilanciare una delle due inseguitrici verso l’Inter, in campo domani contro la Roma. Nel caso in cui i nerazzurri dovessero inciampare contro i giallorossi, assicurandosi i tre punti Allegri o Conte potrebbero clamorosamente riaprire la corsa allo scudetto, mettendo tutti i pronostici in dubbio a sette giornate dal termine. Ma l’incrocio tra partenopei e rossoneri riporta alla mente anche gli iconici duelli risalenti agli anni ’90, sfide accompagnate di curiose storie ed aneddoti. Come quella volta in cui il presidente Berlusconi si fece colpire in testa da una monetina per contestare uno scudetto del Napoli di Maradona.
IL CONTESTO
Ogni tifoso rossonero avrà sentito parlare almeno una volta della “fatal Verona“. In due occasioni, infatti, il capoluogo veneto è stato teatro di sconfitte che hanno fatto perdere lo scudetto al Diavolo. La prima nel 1973, quando sulla panchina rossonera sedeva Nereo Rocco. Lo stesso destino spettò agli Immortali di Sacchi nel 1990. In quel 22 aprile, con la disfatta per 2-1 sullo stesso campo dove Rocco era caduto 17 anni prima, il Milan consegnerà al Napoli di Maradona il secondo scudetto in quattro anni. In molti ricorderanno quel tragico pomeriggio anche per le tre espulsioni dell’arbitro Lo Bello, che mostrò il cartellino rosso a Rijkard, Van Basten e Costacurta. Contemporaneamente, fu gloria per Diego e i suoi compagni che vincendo contro il Bologna si aggiudicarono il titolo di Campioni d’Italia.
LEGGI ANCHE – VIDEO – La Curva Sud carica la squadra prima di Napoli-Milan

L’aneddoto
Il Napoli, con ogni probabilità, non avrebbe vinto quel campionato senza la vittoria a tavolino dell’8 aprile contro l’Atalanta. Tre punti che la squadra campana si aggiudicò grazie ad una moneta da cento lire che colpì in testa Alemão. Qui il curioso gesto di Silvio Berlusconi, raccontato da Peppe Di Stefano e Carlo Pellegatti nel loro ultimo libro “C’è solo un presidente“. La reazione del brasiliano a detta di molti fu esagerata. Tra i contestatori c’era anche il patron rossonero che, come raccontano i colleghi all’interno della loro opera, volle verificare personalmente se una monetina potesse aver causato veramente un infortunio così serio da regalare al Napoli la vittoria a tavolino:
«Esce nel cortile di Arcore e chiede a due suoi assistenti di salire sul tetto della Villa e ordina: «Tiratemi cento lire in testa». Vuole che gli lancino delle monetine addosso. Non tutte lo colpiscono, ma una va a segno centrandolo in fronte. Riporta una piccola abrasione di mezzo centimetro. Nulla, però, di particolarmente invalidante, né di doloroso, soprattutto rispetto alla fitta lancinante per non aver vinto uno scudetto che il suo Milan avrebbe potuto conquistare».
Nulla da fare per il Diavolo, che dovette accontentarsi del trionfo in Europa. Contro il Benfica in finale arrivò la seconda Coppa dei Campioni in due anni per Sacchi e i suoi ragazzi.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok, YouTube e X
