Alla fine quasi sicuramente si giocherà, ma Bologna-Milan dovrebbe indurre a qualche riflessione sui calendari delle squadre e sulla direzione che ormai ha imboccato il calcio. Premessa, il mio non vuole essere un predicozzo retorico, anche perché sarò sincero, personalmente amo vedere le partite praticamente tutti i giorni e da appassionato di calcio non posso che essere soddisfatto del fatto che il Milan, la Serie A, le coppe europee e pure le nazionali ci tengano compagnia durante l’anno intero. Ecco, il problema ormai è che si è raggiunto il limite, anzi forse lo si è già oltrepassato.
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Nel caso in cui Bologna-Milan dovesse essere rinviata, la partita probabilmente slitterebbe a marzo. Minimo a marzo, perché se le due squadre, impegnate entrambe in Champions League, dovessero qualificarsi ai turni successivi, la situazione diventerebbe ancora più complicata. Non vivo a Bologna, quindi non posso sapere alla perfezione quale sia la situazione nelle zone del Dall’Ara. Tuttavia qualche foto l’ho vista e i comunicati del sindaco e della Curva emiliana sono abbastanza chiari. Se in città sono tutti convinti che il rinvio sia la soluzione più logica qualche motivo ce l’avranno.
Qua la logica si scontra con la realtà dei fatti. Se Bologna-Milan si dovesse giocare è solamente perché non ci sono alternative, non ci sono tempi per recuperare la gara. Perché il Milan dovrà rinviare anche la sfida con il Como per via della Supercoppa Italiana e quindi si troverebbe con due gare in meno e con un calendario già quasi saturo. Pur di non rinviare questa sfida si cercherà di trovare un altro stadio in cui giocare. Una vera e propria forzatura regolamentare.

Aggiungo un’altra osservazione. Nell’estate 2025 dovrebbe disputarsi anche il Mondiale per Club, che andrà ad intasare ulteriormente il calendario delle squadre impegnate (Inter e Juve per la Serie A). La competizione durerà dal 15 giugno al 13 luglio. Praticamente certi club non staccheranno mai la spina, dato che a metà luglio bisogna iniziare la preparazione per la stagione successiva. Immaginate se una squadra coinvolta nel Mondiale per Club si trovasse obbligata a dover rinviare una partita quasi alla fine dell’anno, quando la recupererebbe? Nessuno lo sa. Ci sono anche alcuni aspetti che nessuno ha ancora considerato. I giocatori in scadenza di contratto il 30 giugno cosa faranno? Giocheranno la prima metà del torneo per poi lasciare la squadra a competizione già iniziata? Il fatto che non ci sia una risposta a pochi mesi dall’inizio della competizione è alquanto sorprendente.
Inoltre ci sarebbe tutto il tema della salute fisica dei calciatori, che potrebbero sfiorare le 70 partite all’anno e il tema dello spettacolo offerto da squadre che praticamente non rifiatano mai. Questi sono aspetti più di campo su cui si può discutere. Ma l’organizzazione degli impegni in un anno calcistico non può essere trascurata e ormai si è arrivati ad un punto in cui è letteralmente impossibile poter trovare una soluzione nel caso in cui si dovessero verificare degli imprevisti di qualsiasi natura, come il maltempo. Siamo sicuri che questa sia la strada giusta?
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