L’ultima giornata di campionato ha fatto parlare di sé anche per quanto successo sabato pomeriggio. Gabriele Gravina, infatti, nonostante il respingimento del ricorso fatto dall’Inter per annullare la squalifica a Lukaku in vista del ritorno di Coppa Italia, ha concesso la grazia al giocatore, cancellando la decisione della Corte Sportiva d’Appello. Il calciatore nerazzurro si è detto grato della scelta, considerandola un grande passo in avanti per la lotta al razzismo in Italia.
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Durante l’andata della semifinale di Coppa Italia tra Juventus e Inter, disputata all’Allianz Stadium di Torino, infatti, il giocatore belga era stato protagonista di un fatto spiacevole. Dopo aver siglato la rete del pareggio su rigore a tempo quasi scaduto, una sua esultanza ha scatenato le ire del pubblico bianconero. Tuttavia, qualcuno si è permesso di andare oltre, rivolgendo insulti razzisti e ululati verso Lukaku, il quale è andato in escandescenza. Massa, l’arbitro della gara, ha estratto il secondo cartellino giallo e lo ha espulso, alimentando ulteriormente le proteste del calciatore.
L’esultanza di Lukaku, il quale si è portato una mano alla fronte e un dito davanti alla bocca, non è piaciuta a tifosi e giocatori della Juventus. Per quanto il nerazzurro abbia spiegato che non è fatta in modo polemico, ma un modo per omaggiare un compagno in nazionale, l’arbitro non ci ha pensato due volte. Il numero 90, nelle partite di Lisbona ed Empoli ha poi replicato il gesto, senza conseguenze.
Ieri, tuttavia, è arrivata la risposta sulla questione. Un giocatore va ammonito se esulta zittendo il pubblico? Il presidente dell’Aia Carlo Pacifici, interevenuto a Radio Sport Anch’io su Radio Rai 1, ha risposto così:
“Esattamente. Per quanto riguarda il caso Lukaku, la decisione in campo è stata presa. La grazia è una prerogativa del presidente della federazione, messa in atto perché ha verificato tutte le condizioni. Ma per noi non cambia nulla, continueremo a seguire le regole”.
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