Brahim Diaz è l’uomo del momento e il Real Madrid la scorsa estate ci ha visto lungo: 9 gol e 4 assist per l’ex rossonero che a Esquire ha così parlato della scelta di vestire la maglia del Marocco, dell’esperienza al Milan e del momento in cui ha dovuto lasciare i rossoneri per approdare nei Blancos. Le parole:
MAROCCO – “Dovevo decidere e per molto tempo mi hanno dimostrato amore. Ho radici in Marocco e ora devo ricambiare quella fiducia sul campo. Alla Spagna sono molto grato, questa scelta non cambia nulla. Ho vestito la maglia della Nazionale e voglio il meglio per loro. Ho notato molto affetto da parte delle persone, hanno rispettato la decisione”.
IL PASSAGGIO AL REAL – “L’avevo già detto nella mia presentazione, c’erano diverse offerte ma non ne ricordavo nessuna perché nella mia testa avevo solo tre opzioni: Madrid, Madrid e Madrid. Questo è sempre stato il mio obiettivo”.
MILAN E LA STAGIONE ATTUALE – “Non immaginavo nulla, sinceramente. Al Milan mi sono trovato molto bene, abbiamo fatto grandi cose e la verità è che sono molto grato alla società, lo dico sempre. Per quanto riguarda il Real Madrid, non avevo aspettative perché alla fine è il miglior club del mondo e devi dare il massimo giorno dopo giorno. Non so se mi sto superando o meno, ma la verità è che finora è stata una stagione molto buona da parte di tutti e dobbiamo continuare così. Dobbiamo segnare, fare assist, vincere titoli, che alla fine è la cosa più importante in questo grande club”.
COS’È CAMBIATO DALLA PRIMA VOLTA CON I BLANCOS – “Sono due momenti diversi. All’epoca ero giovane e, anche se ovviamente venivo da un grande club come il Manchester City, ma avevo meno esperienza. Ero un ragazzino che voleva affermarsi e in quel momento le cose non andarono come dovevano per diversi motivi. Ma alla fine tutto il lavoro ripaga ed è quello che è successo a me. Sono tornato al Real Madrid più maturo, con più esperienza, ma con la stessa voglia di vincere”.
LA SUA ESULTANZA – “Vengo da una famiglia umile. Sono molto orgoglioso delle mie origini e di dove mi trovo adesso, ma metto sempre l’umiltà davanti, è qualcosa di fondamentale. La mia celebrazione ha a che fare con tutto questo: viene da quando giocavo con le mie sorelle; quando tutto sembrava difficile, alla fine riuscivo a vincere, ed è come dire ‘avete visto?’. Anche se sembra che tutto vada storto, alla fine tutto è possibile”.
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