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Buffon difende il Milan: “Merita altro, voglio guardare la partita e sperare”

La Milano Football Week sta dando la possibilità a tantissimi calciatori ed allenatori di intervenire e raccontare aneddoti ed esperienze della loro vita. Uno degli argomenti più discussi in questi giorni è sicuramente l’euroderby perso dai rossoneri, protagonisti di un’orribile prestazione, e anche Gianluigi Buffon ha voluto dire la sua su quanto accaduto nella semifinale di Champions League. Queste le sue parole:

“Sono molto contento di rivedere l’Italia in lotta per vincere. Per la Champions di sicuro c’è stata fortuna nel sorteggio, ma avere una squadra in finale è una grandissima cosa, era impensabile. L’unica che pensavo fosse in grado di arrivarci era la Juventus. Sono molto contento di avere una squadra italiana in finale. Mi piacerebbe, per ciò che ha fatto il Milan in questi due anni, emozionarmi. Rimanere attaccato alla tv per 90 minuti pensando che il Milan possa recuperare. Non merita di dare quella sensazione data all’andata. L’Inter è stata straripante, ma per me non c’è tutta quella differenzaIl Milan merita un’altra prestazione.

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Buffon continua poi con una riflessione sul ruolo del portiere: “In questi anni c’è stato un cambiamento enorme e una richiesta differente. Prima c’era la richiesta di giocare sempre coi piedi. Adesso se non calci a 90 metri non puoi giocare a calcio. Gli allenatori dovrebbero seguire una linea. Per noi portieri non è semplice adattarsi e saperlo fare diventa una caratteristica importante. Probabilmente tra un po’ non ci verrà neanche chiesto di parare bene, ma di fare assist agli attaccanti. Leao può colmare il gap? Dal punto di vista tecnico no, ma da quello mentale sì, può fare molto anche per i compagni, quando sai di poter contare su un giocatore straordinario tutti entrano in campo con più fiducia sapendo anche di avere più armi per far male. E in più condizioni anche l’Inter”.

Infine, sulla sua prima partita contro il Milan di Capello: “Adrenalina ed energia incredibili. Eravamo a pari punti al primo posto: avevo una voglia enorme. Mio padre, che non mi ha mai fatto molti complimenti, mi dice che quella è stata la miglior partita della mia carriera”.

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