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Calabria: “Io bandiera del Milan? Mi rivedo in questo termine”

Calabria

Quella di Firenze potrebbe essere la 200esima presenza di Davide Calabria con la maglia del Milan. Il terzino classe 96 veste la maglia rossonera dal 2015, e da allora ha vissuto, tra alti e bassi, tutti i passaggi più importanti degli ultimi anni. A partire dai passaggi di proprietà, fino allo scudetto del 2022. Calabria, oltre ad essere uno dei titolari inamovibili di Pioli, è diventato leader anche nello spogliatoio.

Da sempre milanista, la fascia lasciata in eredità da Romagnoli due anni fa è il premio per il lavoro svolto negli ultimi anni. In un’intervista andata in onda su Radio Serie A questa mattima, al capitano rossonero viene chiesto se si sente una bandiera di questo club: “Fa strano. Essere cresciuto guardando tantissimi fenomeni… Ho 27 anni e non mi reputo ancora così vecchio anche se ne ho passate tante con questa maglietta. Posso dire di sì, se sono rimasto qui vuol dire che qualcosa c’è. Posso rivedermi in questo termine“.

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Per quanto riguarda invece un futuro a tinte rossonere fino al termine della carriera, il 27enne risponde così: “Per me questa fascia e questa maglia saranno sempre parte di me. Rappresenterò sempre il Milan, anche questa è una grossa responsabilità. Da calciatore? Si mi vedo qui, perchè no? Non me lo sono mai chiesto ma qui sono cresciuto e continuare a far parte di questa famiglia mi piacerebbe molto“.

Il capitano del Milan, ha poi rivelato un curioso aneddoto sul provino con i rossoneri: “Il primo provino fu con un mio amico. Anche solo indossare la maglietta del Milan per quell’oretta è stato bellissimo. Il mio amico era un portiere e c’è sempre stato un dubbio se gli avevo fatto un gol o meno, ma poi me l’hanno convalidato. Lui non l’hanno preso. Era molto forte, ma un po’ bassino. Al primo non hanno preso nemmeno me. Abbiamo scelto di rimandare, non era poi scontato che mi potessero riprendere. Ne ho fatto un altro dopo al Vismara e lì mi hanno preso”.

Il retroscena su Bonucci capitano

Una scelta in quel momento della società. Leo si è sempre comportato bene con noi, sempre sincero e un super professionista. L’ho avuto anche come compagno di nazionale e posso solo parlarne bene. Capisco che la gente possa avere pensieri diversi ma umanamente è una persona eccezionale, in quel momento ci ha messo tutto l’impegno che poteva dare. Sono state scelte di altre persone che per noi contavano relativamente dal momento che volevamo solo remare dalla stessa parte

Su Maldini

Maldini mi ha insegnato la pazienza. L’ho sempre visto in qualsiasi momento sempre molto pacato, con il giusto atteggiamento e i giusti modi. Affrontare lo sporti, momenti belli e brutti, con la giusta maturità. Penso sempre a chi ha portato la fascia prima di me. Sono cresciuto guardando questi giocatori. Baresi era uno degli idoli di mio padre. Ho giocato con i figli di Paolo Maldini e averlo conosciuto è stato un onore. Ci penso spesso ed è una grande responsabilità“.

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