In Serie A non ci sono stati paragoni, il Milan è stato il re indiscusso di questo mercato invernale. I rossoneri non hanno però concluso solamente acquisti ma hanno anche ceduto parecchi giocatori. La cessione più significativa è stata senza dubbio quella di Davide Calabria, il terzino italiano si è infatti trasferito al Bologna per circa 2 milioni di euro. L’ex capitano rossonero ha lasciato dunque definitivamente Milanello dopo ben 10 anni. Quest’oggi il neoacquisto rossoblu ha rilasciato le prime dichiarazioni nella sua conferenza stampa di presentazione, di seguito alcuni estratti:
Com’è nata e maturata questa situazione, è precipitato qualcosa?
“È stata una scelta maturata con il passare dei giorni, penso che sia stata la cosa più giusta per tutti. Abbiamo affrontato in maniera matura la cosa e per tutte le parti in causa ci è sembrata la cosa più logica. È stato un addio triste perché sono cresciuto in quell’ambiente ma sono andato via felice perché so quanto ho dato a quella maglia e quanto mi vogliono bene le persone lì.
Ho scelto Bologna perché credo che ci sia del potenziale, mi hanno fatto subito una bella impressione, qui si lavora bene, ho trovato una squadra ambiziosa che lavora tanto nonostante la giovane età e credo che possa aiutarmi a finire bene la stagione. Vengo con voglia di dimostrare e penso di poter aiutare questa squadra a crescere ed essere un modello per i giovani. Ho percepito un ambiente positivo”.
Sul modo di giocare di Italiano:
“È un modo di giocare molto simile a Pioli. Sono molto libero di leggere la situazione, venire dentro al campo e trovare la soluzione tra le linee. È stata anche questa una scelta che mi ha condotto qui: il mio miglior calcio l’ho fatto in quel ruolo e Italiano può portarmi a giocare come voglio io”.
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Sulla competizione sulla fascia destra:
“Sono abituato, negli anni passati al Milan ci sono stati più terzini in competizione con me, come giusto che sia in qualsiasi squadra che punta a far bene. Holm e De Silvestri sono giocatori importanti e negli ultimi tempi stanno facendo bene, come ha detto il mister non sarà facile per me ma non vedo un problema in questo: è uno stimolo per alzare il livello. Voglio conoscere bene i ragazzi, non abbiamo fatto molti allenamenti, ma qualcuno penso che potrà fare una grande carriera. Chi? Me lo tengo per me”.
Sulla nazionale:
“Fa parte del mio pensiero, sono venuto qui per ritrovare la serenità che avevo perso, ho scelto una piazza ideale per tornare a giocare e rilanciarmi. La Nazionale è sempre un pensiero fisso, mi aspetto molto da me stesso, sono ambizioso e tornare a vestire la maglia azzurra fa parte del mio pensiero“.
Pobega e Saelemakers ti hanno dato qualche consiglio? Come si entra in questo gruppo?
“Il loro percorso qui dopo il Milan ha influito ma relativamente. Li avevo sentiti, ho sentito Alexis per cercare casa, non l’ho ancora trovata. Sono qui perché ho visto come ha lavorato bene il Bologna negli ultimi anni ed è stata la cosa principale che mi ha portato a questa scelta. C’è un ambiente felice. Mi hanno accolto benissimo ed è importante per giocatori nuovi sentirsi parte di un gruppo”.
Quel diverbio con Conceicao.. anche quello è stato un motivo?
“Non voglio argomentare. È il passato per me ed è una situazione conclusa“.
Il ricordo su Siniša Mihajlović:
“Ho un ricordo super piacevole di Sinisa. Ero ai primi minuti in prima squadra ed è stato lui a confermarmi invece di mandarmi in prestito, gliene sarò sempre grato perché è stato il primo a lanciarmi nel calcio che conta. Lui non mi aveva detto nulla prima di quella partita, l’ho saputo solo al campo. Mi è venuto a parlare appena dopo la tournée dove avevo fatto bene e nella testa della società l’idea era di mandarmi in prestito a farmi le ossa: è stato lui che mi ha detto “Tu da qua non te ne vai, avrai le tue occasioni“. Poi è andata bene”.
La partita contro il Milan?
“Non vedo l’ora di poter giocare quella partita. Sarà un miscuglio di emozioni, sono venuto qui carico anche per affrontare quella sfida. È una novità e le prendo sempre in maniera positiva. Sarà entusiasmante capire come mi sentirò e rivedere i miei compagni con i quali ho un bellissimo rapporto e ai quali auguro il meglio, tranne per quella partita“.
Sulla voglia di rivincita:
“Penso che possa far capire la mia ambizione: era più facile accettare un trasferimento a lungo termine per avere un guadagno assicurato, ma voglio giocarmi le mie carte perché sono sicuro di quello che posso dare. Voglio far bene e dimostrare. Non ho fretta di parlare di rinnovo, non ho mai chiesto nulla a livello economico, è l’ultimo dei problemi.
Mi ha spinto la voglia di rivalsa e tornare a giocare con continuità come ho fatto negli ultimi 9 anni. Negli ultimi mesi sono successe cose che hanno creato delle difficoltà, c’erano situazioni spiacevoli, ma oggi sono davvero contento. Non mi sono tolto un peso, ho trovato l’ambiente che cercavo: c’è quell’energia positiva che negli ultimi tempi mi mancava“.
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