Il talento cresciuto nel vivaio del Milan è tornato sotto i riflettori in questi ultimi giorni. Francesco Camarda ha saputo regalarci eccellenti prestazioni con la Nazionale Under 21 guidata da Silvio Baldini. Nella partita contro l’Armenia, ha messo a segno una doppietta in pochi minuti, cambiando l’inerzia di un match che nel primo tempo si era rivelato più difficile del previsto.
L’attaccante in prestito al Lecce, non è solo stato decisivo in una gara difficile come quella contro l’Armenia, ma ha anche trovato la rete nel match precedente contro la Svezia. Il suo talento ormai non passa più inosservato, nonostante abbia appena 17 anni.
A testimoniarlo è anche il post pubblicato qualche giorno fa su Instragram da Zlatan Ibrahimovic, che mostra una vecchia conversazione tra i due, di quando Camarda aveva solamente undici anni. L’ex attaccante rossonero ha accompagnato il ricordo con una frase emblematica “Ora tutti conoscono il tuo nome, non solo io”.
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Francesco Camarda si racconta: ambizione e sacrificio
Ai microfoni di Cronache di spogliatoio, Francesco Camarda ha toccato temi fondamentali per il suo percorso professionale, parlando dell’importanza, dell’ambizione e dei sacrifici necessari per realizzare i propri obiettivi.
Di seguito la sua intervista:
“Ho bruciato parecchie tappe, è all’occhio di tutti, questo porta anche a vari cambiamenti. Io sono molto indirizzato sulla mia strada, se devo incontrare un difensore che conosco o uno che non conosco lo studio abbastanza magari da che parte preferisce anticipare, cose che ti possono servire in campo”.
A soli 15 anni ha esordito in prima squadra con il Milan, ad oggi in prestito al Lecce, Camarda affronta il tema della crescita professionale:
“Stando con i più grandi, devi abituarti velocemente a raggiungere i loro ritmi e quindi devi migliorare prima te stesso”.
“Mentalità, questo qua è il nostro lavoro e nel nostro lavoro devi seguire vari punti, l’alimentazione è uno di questo, l’allenamento che è quello più importante extracampo in cui devi essere perfetto”.
Infine parla dell’importanza della nazionale e di quanto sia fondamentale nel calcio di oggi aiutare la squadra:
“Quando giochi per la nazionale devi giocare con orgoglio con tanto amore e tanta passione, ti confronti con giocatori a livello internazionale, che sia la Svezia o che siano altre nazioni, è sempre una bellissima esperienza. A differenza del club, qui siamo tutti italiani, scherzare è anche più facile, il gruppo è molto più bello, infatti io penso che in campo si è visto e si continuerà a vedere. Nel calcio di oggi non c’è più il ruolo dove stai fermo devi essere propenso ad aiutare la squadra”.
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