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Cambio allenatore o cambio di rotta? Milan davanti a due strade

L’eliminazione del Milan dalla Coppa Italia segna un’altra delusione che si aggiunge a una stagione non riesce proprio a decollare. Con 9 punti di distanza dalla vetta in Serie A e l’eliminazione dalla Champions League, il trofeo Nazionale rappresentava un occasione importante per la squadra di Pioli di “salvare il salvabile”. Invece i rossoneri cadono per la seconda volta in questa stagione contro l’Atalanta e dicono addio alla coppa che il Club non vince dal 2003. Al di là di una brutta prestazione del VAR che non deve rappresentare un’alibi, il diavolo ha dimostrato poco carattere e il pareggio subito poco dopo il vantaggio di Leao ne è la dimostrazione.

Sul banco degli imputati c’è Stefano Pioli. Il tecnico rossonero sembra aver perso la magia con cui ha portato al Milan degli ottimi risultati che nessuno pronosticava. L’allenatore emiliano, da quando è sulla panchina rossonera, ha ottenuto una qualificazione in Champions League dopo 8 anni, uno Scudetto dopo 11 anni e una semifinale di Champions che mancava dal 2007, anno in cui il diavolo vinse la ‘settima’.

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Sono state tante le gioie che ha portato Pioli ai tifosi rossoneri, così come altrettante le delusioni. Quest’anno però, sembra mancare anche l’alchimia tra tifosi e allenatore, il che può vuol dire una sola cosa: la separazione. Le accuse rivolte dai sostenitori rossoneri verso l’allenatore vanno dallo stile di gioco, spesso e volentieri confusionario, ai cambi a partita in corso. Non bisogna dimenticare però la situazione infortuni che sta diventando sempre più preoccupante, e su questo sono stati criticati molto anche i preparatori atletici.

Ma siamo sicuri che la soluzione migliore sia l’esonero di Pioli? Da l’anno scorso, il Milan in molte partite ha dimostrato di essere una squadra altalenante. Ciò che è mancato nella seconda parte della scorsa stagione e che sta mancando in quella attuale è la continuità di risultati. Dopo un passo avanti se ne fanno due indietro. Tant’è che ogni sconfitta che il diavolo rimedia sul campo, a livello di prestazione, è simile a quella prima.

Cambiare guida tecnica in questo punto della stagione potrebbe voler dire però rischiare di non raggiungere anche l’obiettivo minimo, quello del posizionamento nei primi quattro posti. Purché la situazione non sia delle migliori, l’esonero dell’allenatore di Parma potrebbe aggravare ulteriormente la stagione. Un nuovo mister porterebbe idee di gioco diverse che poi i giocatori dovrebbero assimilare rapidamente, giocando ogni tre giorni. Sarebbe un rischio per la società non solo a livello economico, ma anche a livello sportivo.

Non serve oggi un cambio allenatore, forse se ne riparlerà a giugno di questo. Serve un cambio di rotta perché le prestazioni stanno diventando ripetitive e se non si dovesse raggiungere la Champions League al termine di questa stagione, potrebbero concretizzarsi dei ribaltoni la prossima estate.

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