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Capello su Amorim: cosa convince e cosa preoccupa del nuovo corso rossonero

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Intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore del Milan Fabio Capello ha commentato il nuovo assetto rossonero visto nelle prime amichevoli, soffermandosi sulla filosofia di gioco di Amorim e facendo il punto sul calciomercato.

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L’analisi di Fabio Capello

Per Amorim al Milan è tutto nuovo. Apprezzo l’ambizione con cui il portoghese si è presentato al mondo rossonero, chi allena il Milan non può e non deve essere piatto, ma deve essere chiaro che tra la filosofia e la pratica ci passa il mondo. Il pressing alto, l’anima offensiva, la volontà di dominare sono bei concetti, però richiedono predisposizione e mesi di lavoro. L’ultima amichevole contro il Chelsea, per esempio, ci ha detto che le idee dell’allenatore oggi come oggi possono esporre la difesa, non proprio di ferro, a situazioni pericolose. A tratti ho avuto la sensazione che all’avversario venisse detto il classico «prego, si accomodi»”.

“Certo, il Milan aspetta ancora due big come Maignan e Rabiot, a proposito, non ho affatto gradito la notizia del rientro dei due posticipato di quattro giorni, e i nuovi acquisti Gila e Ramos si sono visti pochissimo, così come la fisionomia dell’undici che ha in testa Amorim. Ma ho l’impressione che tra i rossoneri ci sia un po’ di confusione, a cominciare dalla situazione di Leão: Rafa si è sopravvalutato chiamando pubblicamente la Premier League e, dovesse rimanere, starei attento alla reazione di San Siro alla prima rincorsa mancata”.

Mi auguro che il prossimo incontro tra Cardinale e Amorim metta un po’ di ordine e dia la giusta spinta al mercato negli ultimi venti giorni. Il tutto avendo chiaro un concetto: il Milan deve tornare ad avere un’anima italiana. Ecco perché spero che Camarda, Comotto (molto interessante il ragazzo), Bartesaghi, Torriani restino in rosa”.

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