Il Milan si prepara ad affrontare una stagione cruciale, ma secondo Fabio Caressa il vero nodo da sciogliere potrebbe non essere in campo, bensì all’interno della dirigenza. Intervenuto nel corso di Sky Calcio Club, il giornalista ha fatto il punto sul momento del club rossonero, soffermandosi in particolare sulle dinamiche dirigenziali che — a suo avviso — mostrerebbero una spaccatura interna.
“Tutte le voci che arrivano ci dicono che ci sono un po’ due anime a Milanello”, ha dichiarato Caressa, “Lo sappiamo dall’anno scorso, è evidente: è stata fatta la scelta Ibrahimovic, che però ha perso via via l’importanza che si era costruito, non solo a livello mediatico.”
Secondo Caressa, la dicotomia tra le figure di Tare e Allegri da un lato, e Furlani dall’altro, rifletterebbe una divisione netta tra visione tecnica ed economica. Due modi di intendere il progetto Milan, che non necessariamente sarebbero allineati.
“Mi sembra di poter dire che la parte Tare-Allegri e la parte Furlani non vanno nella stessa direzione: una ha un’idea tecnica, l’altra un’idea economica, e non per forza coincidono.”
Un equilibrio da trovare
La sensazione — confermata da voci di corridoio e analisi degli addetti ai lavori — è che il Milan stia ancora cercando una sintesi efficace tra la sua anima sportiva e quella aziendale. La scelta di puntare su un profilo come Massimiliano Allegri, dopo anni di gioco propositivo e cambiamento generazionale, segnerebbe una svolta più “esperienziale”, ma non senza frizioni interne.
Ibrahimovic in posizione defilata?
Non passa inosservato anche il riferimento al ruolo di Zlatan Ibrahimovic, che sembrerebbe aver perso, almeno per il momento, centralità all’interno delle dinamiche operative del club. Un’assenza silenziosa, ma che pesa, considerando le attese generate al momento del suo ritorno come figura dirigenziale.
Una stagione già sotto osservazione
Con il campionato appena iniziato e una piazza che pretende risposte immediate, la tenuta dell’equilibrio interno sarà uno dei temi chiave per la stagione del Milan. Le scelte di mercato, lo stile di gioco e l’identità del club potrebbero risentirne, soprattutto se le due anime continueranno a viaggiare su binari paralleli.
