L’esonero di Paulo Fonseca continua a far discutere e sollevare critiche verso la dirigenza rossonera. Le modalità con cui l’allenatore è stato sollevato dall’incarico hanno suscitato clamore. A fare un passo indietro è stato Zlatan Ibrahimovic, che nella giornata di ieri, durante la presentazione del nuovo tecnico Sergio Conceiçao, ha chiesto scusa per l’errore commesso nei confronti dell’ormai ex allenatore del Milan.
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Ma se Ibrahimovic ha cercato di placare le acque, Antonio Cassano, sempre diretto e pungente, non ha risparmiato critiche, difendendo lo svedese e puntando il dito contro i vertici della società. Intervenuto in diretta su Twitch durante il programma Viva El Futbol, l’ex fantasista barese ha dichiarato:
“Io a Ibra do colpe zero, perché se avesse colpe glielo direi senza problemi. La scelta di Fonseca è stata sua, è vero, ma è stato l’unico, a differenza di Furlani e Cardinale, a metterci la faccia. Quando dice che le scelte tecniche le fa lui, non mente. Ma chi comanda davvero sono l’americano e il suo braccio destro a Milano, Furlani. Sono loro a muovere i fili. Ibrahimovic, giustamente, cosa può fare? Quando ha parlato, è andato allo scontro e ha avuto il coraggio di farlo. Ha scelto un allenatore valido, ma poi la dirigenza ha fatto filtrare le voci e scaricato tutto su di lui.
Cassano ha continuato il suo attacco senza filtri:
“Il vero responsabile è chi vuole americanizzare il club rossonero: da una parte c’è l’americano, chissà dove fosse, e dall’altra Furlani, che sembrava più concentrato su altro. Entrambi incompetenti. Ma Ibra? Ha avuto il coraggio di affrontare la situazione, di prendersi responsabilità. Io lo conosco bene: se c’è un problema, tira fuori i coglioni e lo affronta. In questo caso, colpe zero.

Tra dirigenza e campo: un Milan diviso
Le parole di Cassano riaccendono il dibattito sul futuro del club rossonero, diviso tra ambizioni sportive e scelte manageriali spesso contestate dai tifosi. Con Sergio Conceiçao alla guida, resta da vedere se la società riuscirà a ritrovare unità e serenità, lasciandosi alle spalle i contrasti interni e le numerose critiche esterne.
Un episodio che, ancora una volta, dimostra quanto il Milan continui a essere al centro dell’attenzione mediatica non solo per il calcio giocato, ma anche per le dinamiche interne.
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