Domenica pomeriggio, sul canale YouTube di Carlo Pellegatti, si è tenuta una lunga e interessante chiacchierata con il giornalista e noto tifoso rossonero Luca Serafini, da sempre molto vicino all’ambiente Milan. Tanti i temi toccati, dalla suggestione Galliani fino al modello gestionale delle proprietà americane, passando per il calciomercato e la direzione intrapresa da RedBird e Cardinale.
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Il cuore del confronto ha riguardato la possibilità – al momento puramente teorica – di un ritorno di Adriano Galliani in rossonero, con un ruolo consulenziale o da consigliere di fiducia. “È una suggestione romantica, affascinante, che scalda il cuore dei milanisti – ha ammesso Serafini – ma oggi il Milan è un’altra cosa, con una governance molto diversa rispetto a quella che fu l’era Berlusconi”.
Ma il passaggio più significativo dell’intervento di Serafini è arrivato a margine, durante una riflessione sulla differenza culturale tra proprietà italiane e americane:
“Elliott o RedBird sono questi e non li cambi. Li puoi contestare e criticare, ma restano quelli. Quando presentarono Ranieri alla Roma, lui disse una cosa molto vera: noi italiani siamo ‘verticali’, gli americani ‘orizzontali’. Verticale vuol dire vivere di slanci, di entusiasmi e depressioni. Gli americani invece vanno dritti per la loro strada. Le critiche? Gli scivolano addosso. Hanno un obiettivo e lo perseguono, con i loro uomini e le loro strategie, costi quel che costi”.
Una riflessione lucida, che aiuta a comprendere il perché di alcune scelte apparentemente impopolari operate dalla dirigenza americana del Milan, sia in ambito tecnico che societario. Secondo Serafini, il tifoso rossonero deve “abituarsi a questa mentalità”, meno passionale, ma non per questo meno ambiziosa di Cardinale.
In chiusura, qualche spunto anche sul calciomercato: “La priorità per me rimane l’attaccante, anche se ci sono altri reparti da completare. La strada però è tracciata: razionalità, sostenibilità, e nessun colpo dettato dal cuore”.
