Un finale di stagione complesso, perché dentro il mondo Milan stanno accadendo più di un episodio che ha visto come protagonista Ibrahimovic.
L’ex numero 11 rossonero, dopo aver abbandonato il Milan, è tornato nel mondo rossonero per riportare quella fame che spesso i rossoneri non hanno avuto durante la sua assenza.
Il suo arrivo aveva riportato una piccola gioia, ma le azioni da parte dello svedese sono state diverse da quello che ha dimostrato nel rettangolo verde. La persona come in ogni contesto ha bisogno di adattarsi, ed Ibra inizialmente questo non lo aveva capito.
Aveva mantenuto quell’immagine che lo aveva contraddistinto per tutta la sua carriera, ma come figura dirigenziale non ha funzionato. Lentamente, intervista dopo intervista Ibrahimovic è tornato ad essere solo una figura di mezzo come consigliere di Cardinale.
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Eppure per un carattere complesso come quello di Ibra, rimanere emarginato come figura di mezzo non è la migliore delle ipotesi.
Nelle ultime settimane sono state dette molte cose in merito al fatto che lo svedese avesse parlato con alcuni calciatori, ed ex compagni. Atteggiamento che non è andato a genio ad Allegri, che si aspettava un comportamento più professionale da parte di Ibrahimovic.

La figura di Ibra dunque difficilmente si potrebbe riassumere in poche parole, ma sicuramente non quella di semplice “uomo immagine”, che il Milan gli aveva proposto al suo terzo ritorno al Milan, in vesti dirigenziali.
A parlare di questa dinamica è il giornalista Giuseppe Cruciani, che ha parlato di Ibrahimovic nell’ultima puntata di Numer1:
“Quando tu lo metti dentro un contesto senza dare un ruolo definito, chiaro, tu fai l’uomo immagine, tu vai a fare gli eventi, tu rappresenti il Milan, allora va bene”.
“Quando tu invece gli dai un ruolo diciamo che è a metà il consigliere, dunque è tutto e niente, no?”
“Tu puoi entrare paradossalmente dai dei consigli tecnici, forse è meglio comprare quello, forse è meglio comprare quell’altro, ma poi c’è un direttore sportivo”.
“Allora così ci sono le premesse delle cazzate, cioè ci sono le premesse del disastro”.
“Questo è il punto. Ibrahimovic dovrebbe fare quello che la società, una società seria, gli dovrebbe fare: l’uomo immagine. E se non lo fanno lo caccino oppure lo mettono da parte”.
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