La cara e vecchia amica confusione è la parola più cercata per definire il Milan di questi ultimi quattro anni.
Il giudizio è cosa buona e giusta quando si parla di campo, sopratutto in dinamiche come quelle rossonere. Il ruolo inedito di Leao, un 3-5-2 a trazione posteriore cercando di segnare un gol e chiudersi in trincea.
Un 4-3-3 con Tomori adattato terzino destro, spesso sostituito per carenze tecniche. Un Milan senza una punta fissa che possa dar una mano alla fase offensiva, umiliante se ti chiami Milan.
Le critiche piovono come grandine d’agosto; sono noiose e rompono gli averi di molte persone, che in quella dinamica ci sono solo cascati incolpevolmente. Sarà stata la troppa convinzione ad aver fatto un brutto scherzo al Milan dopo il pareggio contro la Juventus in casa, pensando di aver praticamente chiuso la pratica Europa.
Ironia della sorte sono proprio quelle due squadre che pensavano di qualificarsi senza troppi problemi, a perdere sul traguardo la Champions League.
A pagare per i rossoneri sono stati tutti i dirigenti, nessuno escluso. In ordine alfabetico si parla rispettivamente di: Allegri, Furlani, Moncada e Tare.
L’uomo di Cardinale in questo caso l’ha scampata, Ibrahimovic è pronto a riprendere in mano il Milan, Nuovo ruolo, ma con molti dubbi, come e su cosa dovrà operare lo svedese?
La questione è più complessa di quanto si possa pensare, anche perché il mondo del calcio non ha mai assistito ad una vera e propria tabula rasa dirigenziale.
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Dal ruolo di Ibra ai nuovi uomini da inserire nell’organigramma rossonero sono solo la punta dell’iceberg chiamato AC Milan.
Il commento di Luca Marchetti è incentrato sulla situazione dirigenziale del Milan ai microfoni di Sky Sport 24:
“Cosa mi aspetto? Intanto di capire quale sarà il ruolo di Ibrahimovic. Mi aspetto chiarezza dal Milan, in questi quattro anni non c’è stata”.
“Capiremo se sarà una chiarezza propositiva che farà sbocciare il Milan oppure se ancora la competenza non sarà messa al centro”.
“Il Milan ha pagato l’enorme confusione in questi anni, con due anime che hanno convissuto che non hanno portato risultati”.
“Entro poco tempo le prime caselle dovranno essere riempite. Il ruolo di allenatore e direttore sportivo sono figure chiave: vedremo che ruolo avrà Ibra”.
Chissà cosa ci serberà il futuro del Milan, l’ennesimo anno zero, che più zero di così non si può.
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