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De Sciglio e il Milan: “Non potevo più continuare così. Ecco come ho capito che era finita!”

A volte le storie non vanno come vorremmo che andassero. Non tutte hanno il lieto fine. Una di queste è quella di Mattia De Sciglio. Nato nel 1992, il terzino destro si prese le luci della ribalta nel 2011, iniziando a far parte della prima squadra rossonera, sotto l’egida di Massimiliano Allegri, alla sua prima esperienza con il Diavolo. Destinato alla grandezza e a una carriera memorabile con la maglia del Milan, la narrazione subì un brusco stop, portandolo lontano da Milanello, destinazione Torino, sponda Juventus.

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De Sciglio, intervistato ai microfoni del Corriere della Sera, ha voluto ricordare così alcuni episodi del suo passato, in particolare rossonero.

“Al Milan era finito un ciclo e le cose non andavano bene. Ho avuto un infortunio che mi ha tolto continuità. Dopo alcune prestazioni non positive, è iniziato tutto. Come? 23 aprile 2017, Milan-Empoli. Eravamo sotto di due gol. Al 70’ Montella aveva deciso di togliermi. Ero arrabbiato. Un cambio che non ho mai capito. Mi è sembrato solo un modo di usare me e ciò che stavo passando per distogliere l’attenzione dalle difficoltà dell’intera squadra. Mentre uscivo, una pioggia di fischi si è abbattuta su di me. Quel giorno ho compreso che non potevo più continuare così, la mia storia a Milano era finita”.

De Sciglio ha poi concluso:

“La Juve? Mi voleva anche il Liverpool, ma ho scelto Torino. In panchina c’era Allegri e la squadra era davvero forte. E il trovarmi in uno spogliatoio di campioni, dopo aver giocato anche un Europeo da protagonista, è stata una bella rivincita dopo il periodo difficile che avevo vissuto.  Gli scudetti? Una soddisfazione enorme. Un obiettivo che rincorrevo da tempo. Un’emozione difficile da spiegare a parole vincere un campionato e festeggiarlo con una città intera”. 

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