Koni De Winter sta diventando sempre più centrale all’interno delle gerarchie di Allegri. La sua parabola al Milan è iniziato con qualche difficoltà: nei primi mesi lo spazio è stato poco e nelle rare occasioni in cui è sceso in campo, non ha certamente brillato. Il 2026 di De Winter, al contrario, è iniziato con il piede giusto. Da gennaio infatti il suo rendimento è nettamente migliorato. Allegri lo considera una pedina di primaria importanza e non più solo il quarto difensore che entra dalla panchina. Ai microfoni di SportMediaset, De Winter, ha parlato del momento che sta vivendo il Milan. Tra Scudetto e quarto posto, il belga ha confessato di avere le idee chiare in merito. Queste le parole dell’ex centrale di Genoa, Juventus ed Empoli.
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Sull’importanza di Allegri:
“È una figura importante nella mia carriera e nella mia vita, mi ha fatto esordire. È molto equilibrato, sai sempre cosa aspettarti dal mister”.
Sul primo gol con la maglia del Milan:
“Un momento che ricorderò per sempre, è stato bellissimo. Noi vogliamo vincere tutte le partite, a Roma non abbiamo vinto, quindi dobbiamo fare di più “.
Obiettivo Scudetto?
“Vogliamo entrare tra le prime quattro, ma indossiamo la maglia del Milan, quindi è normale guardare anche più in alto. Non molliamo niente. Io nello Scudetto ci credo”.
Le difficoltà con le piccole:
“Non dobbiamo né perdere né pareggiare. Abbiamo perso con Cremonese e pareggiato contro Pisa e Parma. Vogliamo cambiare il trend con queste squadre”.

Sul numero 5:
“I miei riferimenti sono Kompany e Thiago Silva, il 5 è anche il loro numero”.
Hai giocato a Torino, a Genova e ora a Milano: meglio vitello tonnato, risotto alla milanese e pesto alla genovese?
“Ho giocato anche a Empoli, in Toscana si mangia meglio”.
Come impieghi il tempo libero?
“Un po’ di tutto dagli scacchi alla PlayStation, mi piace anche andare in bici. Dipende molto dalla giornata e da cosa ho voglia di fare”.

Sul Leao come rapper:
“Non lo ha mai ascoltato bene, non posso dire nulla”.
Sul supporto dei tifosi:
“I cori della curva mi caricano motori. Sentirli già nel riscaldamento ti permette di entrare in partita”.
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