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Donadoni sull’ex dirigente del Milan: “Non posso che parlare positivamente di lui!”

Il calcio italiano sta vivendo il periodo più complesso della sua storia, ennesimo mondiale saltato, ed una Serie A noiosa con i suoi più classici 0-0, dove anche il Milan mostra il peggio di se.

Abbiamo assistito alla classica del calcio italiano all’insegna del miglior risultato possibile per entrambe le formazioni. Il bel gioco ormai lo sfrutta solo chi ha desiderio di rischiare e vivere all’insegna di un equilibrio instabile, un po’ come ci hanno mostrato Luis Enrique e Kompany.

Eppure dopo il volo mancato per i prossimi mondiali negli States, le squadre italiane continuano a contraddistinguersi in negativo all’insegna del nazionalismo. Solo l’Inter ha tentato di metter luce ad un calcio italiano che pare irrecuperabile, eppure anche loro in finale di Champions League hanno fallito, anche grossolanamente a tenere alto l’onore del calcio italico.

1-0 gol di Rodri e triplete per il Manchester City, una classica beffa del calcio, ed il più che sonoro 5-0 contro i parigini impossessati. Francesi che rischiano di ripetersi, con la possibile seconda finale di Champions consecutiva, ma davanti a loro hanno ancora l’ardua impresa di non perdere nell’Allianz Arena.

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Nel mentre che noi continuiamo a guardare il giardino degli altri, che pare quello dell’Eden per la distanza siderale che si è creata tra l’Italia ed il resto dell’Europa, in casa rossonera la situazione non migliora in alcun modo. L’obiettivo Champions è ancora alla portata, ma con il Milan visto nell’ultimo periodo nulla è così certo.

Dall’addio di un dirigente rossonero, il Milan ha vissuto 4 anni uno più complesso dell’altro, per motivi diversi. Da quello scudetto della stagione 21/22 il Milan ha perso la sua essenza, e a notarlo è una figura che il Milan lo ha vissuto fin da quando ha compiuto i primi passi con un pallone accanto a se.

Roberto Donadoni ha commentato il calcio italiano e del suo amato Milan, ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sulla proprietà RedBird.

Un Milan senza Maldini:

Paolo Maldini

“Sono scelte che si fanno, quando tu vivi una realtà è difficile dare giudizi. Io non posso che parlare in maniera positiva di Maldini, anche dal punto di vista dirigenziale. È un po’ come il discorso della nazionale. L’età credo che abbia un peso relativo, sono le idee ciò che contano davvero in una persona”

Il calcio italiano può raggiungere quello estero?

“Credo ci sia un giusto bilanciamento tra qualità e costi. L’esempio del Paris o del Bayern oggi diventa facile. Non bisogna perdere di vista quello che è il concetto fondamentale. Per avere quei giocatori devi investire anche sui settori giovanili, oppure hai talmente tanti soldi che puoi prendere chiunque”.

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