Dybala è stato protagonista di un incontro con la Guardia di Finanza, venuta appositamente da Torino per lui.
Come scrive La Repubblica nell’edizione romana, gli inquirenti hanno interrogato La Joya per circa un’ora e mezzo come persona informata sui fatti per questioni inerenti l’inchiesta Prisma che riguarda la Juventus.
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Il cuore delle domande degli inquirenti, si legge sul quotidiano, ruotava intorno alla cifra di 3 milioni di euro che non è chiaro se siano stati pagati o meno dal club al giocatore e nel caso a quale titolo. Una cifra che sarebbe arrivata come richiesta di risarcimento dagli avvocati del giocatore alla Juventus a maggio, dopo lo stop alle trattative per il rinnovo. A settembre poi, sarebbe arrivata una proposta di risarcimento per responsabilità precontrattuale da 3 milioni appunto, cifra che la Juventus ha inserito nel nuovo bilancio alla voce ‘fondo rischi’.
L’interrogatorio è servito per capire se dietro questo ‘fondo rischi’ ci siano accordi diversi, con una sorta di ‘carta Ronaldo’ anche per l’argentino, il tutto al di fuori dei moduli federali. Ma cosa rischia Dybala?
La questione stipendi non è importante soltanto per la Juventus, ma anche per i calciatori: l’articolo 31 del Codice di giustizia sportiva vieta alle società di pattuire compensi in violazione delle norme federali, ma vieta anche ai calciatori di accordarsi per riceverne. Pena: una squalifica di durata non inferiore a un mese. Dybala, che ha firmato degli accordi su moduli non federali, potrebbe per la Procura federale, aver “pattuito” con la società compensi fuori dai vincoli federali e rischia a questo punto una squalifica di almeno un mese.

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