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Emergenza calciomercato, è caos: “Sarebbe dannoso”

furlani

Il calciomercato prossimo al via nel mese di gennaio, potrebbe seriamente essere penalizzato dall’abolizione del decreto crescita. Nato per ottenere sconti fiscali per i lavoratori che provengono dall’estero “senza requisiti di elevata qualificazione o specializzazione”, categoria nella quale rientrano i professionisti sportivi, calciatori compresi.

Il Decreto Crescita

Negli ultimi anni è stato l’espediente legale che ha permesso al nostro arrancante sistema calcio, di provare a rimanere competitivo attraendo calciatori dallo stipendio improponibile per le casse di chiunque club.

È stato lo stesso AD del Milan, Giorgio Furlani a lanciare l’allarme nel corso dello scorso Social Football Summit 2023 tenutosi all’Olimpico di Roma. Netta la presa di posizione del CEO rossonero sull’argomento:

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Il Decreto Crescita è l’unica misura che rende competitivo il campionato italiano rispetto agli altri. Il calcio non è un giocattolo è un’industria particolare, che attrae capitali stranieri e attraverso cui il Paese ha un ritorno d’immagine e una maniera di pubblicizzarsi. Grazie al Decreto Crescita siamo riusciti ad attrarre talenti che prima non riuscivamo a permetterci. Grazie a questi talenti abbiamo avuto successo in Europa. Questo vuol dire che i diritti TV verso i Paesi stranieri e le sponsorizzazioni sono aumentate. Sarebbe una pazzia cancellarlo”.

La situazione e il rischio

Purtroppo arrivano cattive notizie. Il Governo ha mandato in Parlamento uno schema di Decreto Legislativo che prevede l’abolizione del decreto crescita dal 1° gennaio 2024. L’intera serie A ha fatto fronte comune e compatto predisponendo un documento contro la misura decisa dal Parlamento. Queste le parole del Presidente di Lega, Lorenzo Casini:

Si è deciso di predisporre un documento che evidenzi il danno per questa eventuale misura (l’abolizione). Tutto questo va a penalizzare la crescita dei giovani. Un documento che invieremo per fornire elementi utili per arrivare a una decisione. Al momento sarà abolito dalla prossima sessione di calciomercato. I prossimi contratti al momento non potranno avere il beneficio che si è rivelato uno strumento importante

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