Da mesi ormai la volontà del Milan è quella di costruire il suo nuovo stadio nella zona di San Donato Milanese. Nonostante i continui tentativi e il progetto di fattibilità per la ristrutturazioni di San Siro fatto dal Sindaco Sala, il club rossonero sembra sempre più indirizzato a percorrere la strada per il nuovo impianto. Dopo il suo intervento datato 7 agosto, è tornato ai microfoni di AllMilan.it l’assessore ai lavori pubblici di San Donato Milanese, Massimiliano Mistretta che, attraverso i nostri canali social, ha fatto il punto della situazione riguardo tutte le problematiche che potranno sorgere una volta iniziato il progetto nuovo stadio.
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Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di AllMilan.it durante la diretta che potrete riguardare attraverso il nostro profilo ufficiale Instagram:
Tra i tanti nodi c’è quello dell’impatto ambientale per quel che riguarda il Parco Agricolo Sud Milano che lo vedrebbe coinvolto soprattutto per la creazione dei parcheggi. Come pensa si potrà venire incontro alle criticità e i veti posti dall’ente in sede di accordo di programma?
“Specifichiamo che il Milan ha creato un progetto iniziale di 750 posti auto in un’area confinante con San Francesco. È chiaro che entrare in un’area tutelata dal Parco Agricolo è un tema delicato. I parcheggi proposti dal Milan sono realizzati in verde filtrante e hanno una bassa densità sull’area. Il Milan si è mosso anche visto il vincolo del Parco agricolo. Il parco agricolo è un ente indipendente che si esprimerà a riguardo e vedrà se stoppare o no i parcheggi. Il Parco Agricolo ha già autorizzato progetti già più impattanti. È un area dove ci sono sensibilità che bisogna tenere conto”.
Altro tema di discussione è la viabilità e i trasporti. Ad oggi nell’Area San Francesco c’è una stazione ferroviaria dove transita il passante. Attualmente il flusso di gente è nullo rispetto a quello che potrebbe esserci con lo stadio. Che tipo di investimenti pensate di fare? In questo caso sarebbero appannaggio di Ferrovie dello Stato?
“Il tema del raggiungimento dell’area in cui verrà realizzato lo stadio è cruciale. È uno stadio da 70mila posti il Milan nei suoi progetti prospetta un affluenza del 55% attraverso auto privata. Noi ravvisiamo questo elemento critico su cui bisognerà necessariamente intervenire. Devono essere messi in campo degli interventi alle infrastrutture che consentono di ridurre drasticamente la possibilità di raggiungere l’area con il mezzo privato a favore del trasporto pubblico locale. L’intervento sulla ferrovia, che tra l’altro è una fermata e non una stazione, dovrà passare da un investimento per trasformarla in stazione. Aumentando il numero di binari, ampliando la dimensione delle banchine, in modo da consentire la possibilità di un maggior numero di persone.
Attualmente ha una portata di circa 6mila persone all’ora. Per noi è fondamentale raggiungere almeno le 20mila/25mila.Questo sarà possibile grazie ad un importante investimento che sarà realizzato da parte dello Stato con il Ministero delle Infrastrutture, perché si tratta di una stazione ferroviaria. Poi se comparteciperà alla spesa il Milan, piuttosto che la Regione o altri enti, saranno elementi che saranno sviluppati all’interno dell’accordo di programma, che servirà proprio a definire chi fa che cosa e chi mette i soldi”.
Il Comune di San Donato da solo o in collaborazione con altri enti, che tipo di infrastrutture metterebbe a disposizione del cittadino per incentivarlo all’utilizzo dei trasporti pubblici?
“C’è sicuramente il prevede dei percorsi facilitati che consentono di raggiungere l’area San Francesco da Rogoredo alla Linea gialla di San Donato fino allo stadio. Creare dunque dei percorsi che saranno comodi e agevoli così da permettere l’utilizzo degli scali ferroviari per raggiungere lo stadio attraverso il trasporto pubblico locale. L’ente del comune di San Donato metterà sicuramente a disposizione la possibilità di prevedere fermate ad hoc a servizio dello stadio insieme anche all’Agenzia del trasporto pubblico locale. Noi stiamo valutando come amministrazione è prevedere delle convenzioni attraverso le quali, all’interno dei costi del biglietto, sia già previsto il costo del mezzo pubblico. Questo potrebbe portare all’uso del trasporto pubblico locale”.
Nonostante la capienza prevista di 70.000 posti i parcheggi saranno volutamente di poche migliaia. Conferma che solo una piccola parte è stata pensata fuori dall’area privata di San Francesco?
“Bisogna fare un chiarimento: dal punto di vista degli standard urbanistici, tutti i parcheggi e i servizi che sono previste dalle norme urbanistiche sono tutti riferiti all’interno dell’area San Francesco. Quello che il Milan sta cercando all’esterno come parcheggi aggiuntivi, risponde invece a criteri di omologazione del Coni. Per una struttura da 70mila posti il Coni prevede, nell’area di 2.5km, che ci siano 13.000 posti auto. Il Milan da come contributo quei 750 posti. Noi come amministrazione diamo disponibilità su aree vicine alla zona scelta per la realizzazione dello stadio. Il Milan si sta muovendo comunque, a prescindere dal Parco Agricolo, per vedere altre aree di parcheggio. Qualora il Parco Agricolo non dovrebbe comunque accettare la proposta dei parcheggi in quella fetta di area confinante, il Milan sta pensando anche a qualche piano B per i parcheggi. Noi abbiamo avuto delle indiscrezioni, ma in questo momento non le esprimo”.
Tema sicurezza. A garantire l’ordine pubblico non può essere il solo Comune di San Donato. La città di Milano è coinvolta su questo tema?
“Innanzi tutto l’ordine pubblico e la sicurezza lo garantiscono i Carabinieri e la Polizia di Stato. Sicuramente non potrà essere solo San Donato a garantire la sicurezza. Come si fa in genere in queste situazioni si stipulano delle convenzioni con i comuni limitrofi per avere maggiori rinforzi e c’è anche l’aspetto di Milano che non solo è confinante ma il tragitto della metropolitana è al 90% sotto il comune di Milano. Per cui comunque Milano è coinvolta! Io immagino che ci saranno modi di coordinarsi, confrontarsi e trovare un’intesa che entrambi i comuni devono gestire”.
Il Sindaco Sala non ha mai aperto ad una reale disponibilità a riguardo? Ma può realmente tirarsi indietro su questo tema?
“Io sono convinto che se il progetto del Milan dovesse continuare e dovesse concretizzarsi, necessariamente le istituzioni comunali di Milano e San Donato dovranno confrontarsi e collaborare degli eventi. Questo è innegabile”.
Come Amministrazione siete sensibili al discorso partecipativo con i cittadini. C’è la proposta di referendum sullo stadio. A che punto è l’iter? E qualora desse parere negativo sul progetto, sarebbe vincolante?
“Io distinguerei l’elemento partecipativo da quello referendario: l’amministrazione ritiene fondamentale un discorso partecipativo che coinvolga e informi i cittadini del sandonatese. Questo prenderà avvio quando verrà formalizzata la richiesta dell’accordo di programma e verrà recepita dagli enti a cui sarà destinata questa proposta. Quando si definisce il tavolo dell’accordo di programma a quel punto avrà senso far partire un percorso partecipativo che coinvolgerà i cittadini. Il percorso partirà solo quando si formalizzerà il tavolo dell’accordo di programma. Rispetto al Referendum è stata presentata una proposta di quesito referendario che chiede ai sandonatesi se vogliono o meno lo stadio. Lo statuto comunale prevede questa procedura e deve essere costituito un comitato di garanti che deve valutare l’ammissibilità del referendum perché non tutti sono ammissibili. Tra cui referendum urbanistici oppure referendum su enti esterne a San Donato.
In questo caso mi viene da dire che è un progetto urbanistico e che coinvolgono altri enti per cui non mi esprimo. Però sicuramente ci sono elementi che non danno per certo che venga fatto questo referendum perché forse potrebbero non esserci le condizioni. Il comune ha chiesto all’ordine degli avvocati di Milano una rosa di tre nomi ammnistrativi, in modo che uno di essi venga scelto per il collegio dei garanti. Il secondo membro sarà il consigliere comunale di San Donato. Il terzo verrà scelto tra 3 dirigenti di enti pubblici locali e saranno loro che definiranno se il Referendum è ammissibile o meno. La politica non ha possibilità di intervenire. È un referendum consultivo e dunque non è vincolante”.
Quali sono le tempistiche dell’accordo di programma? E qualora uno degli enti coinvolti (Regione, Città Metropolitana, FS, Parco Agricolo Sud Milano) desse parere negativo il progetto andrebbe avanti a maggioranza o è necessaria l’unanimità?
“Una volta costituito il tavolo dell’accordo di programma gli enti che saranno coinvolti e le loro scelte, vanno avanti in maniera unanime. Tutti devono condividere le idee di un altro. Dal momento in cui partono, l’accordo di programma deve concludersi entro 2 anni, non può andare oltre”.
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