Nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport compare un’interessante intervista rilasciata da Fabio Capello ai colleghi della rosea. L’ex tecnico del Milan ha analizzato la situazione societaria dei rossoneri sollevando i propri dubbi, anche in merito alle figure di Zlatan Ibrahimovic e Giorgio Furlani. Questi alcuni passaggi delle sue dichiarazioni.
Chi comanda al Milan?
“Il ds lo sceglierà Furlani? Ah, davvero non lo so. A inizio stagione avevo sentito con le mie orecchie Ibrahimovic dire che lui era il boss e comandava su tutti gli altri. In teoria, sarebbe il braccio operativo di Gerry Cardinale. Ora, però, leggo che è l’a.d. Furlani a decidere. 
Dall’esterno la sensazione è che ci sia un po’ di confusione: chi comanda davvero ora? E soprattutto, di chi è la colpa delle mosse sbagliate finora? Il mercato, gli allenatori, chi li ha scelti? Alla Juventus la risposta è facile: Giuntoli. Ma al Milan? Boh. E allora tanto vale dire che sono tutti colpevoli: dall’a.d. al direttore tecnico, fino a Ibra che non ha cariche in società”.
Sulla rosa
“Ne salvo solo due, Pulisic e Reijnders. Tutti gli altri, per un motivo o per l’altro, hanno reso sotto la sufficienza. Al di là del valore del singolo giocatore, mi pare che al Milan il problema sia stato innanzitutto l’atteggiamento generale. Quante volte abbiamo visto un calciatore perdere palla e non rientrare? E quante, invece, inseguire con voglia l’avversario, con la bava alla bocca perché si intuisce una situazione di pericolo per la squadra?
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Maignan, Theo e Leao? Beh, hanno reso e stanno rendendo quanto ci si aspetterebbe dal loro potenziale? Di sicuro no. Poi c’è da capire il perché. Si erano auto-esaltati prima o si sono depressi ora? La mia impressione è che negli anni precedenti avevano in società e in panchina persone in grado di toccare le corde giuste per fare loro rendere di più. Mentre oggi no…“.
Sul match contro il Napoli, Capello: “Milan obbligato a vincere”
“Trasferta complicata? Molto. Innanzitutto perché gli uomini di Conceiçao non possono più permettersi battute d’arresto. Anzi, sono obbligati a vincere, quindi difficilmente si concederanno una partita d’attesa. Dovranno attaccare. E contro un avversario come il Napoli, considerate le fragilità difensive, può essere molto pericoloso. Per le caratteristiche delle due squadre, credo che Conte sia l’avversario peggiore per il Milan di oggi.
Il Napoli è molto forte sulle palle inattive, innanzitutto. E poi ha un giocatore in particolare che può mettere in crisi la formazione di Conceiçao: McTominay. Lo scozzese è abilissimo negli inserimenti da dietro e il Milan soffre soprattutto queste situazioni. Ma anche contenere la fisicità di Lukaku non sarà facile. Poi torniamo al canovaccio della partita: i rossoneri non potranno giocare una gara d’attesa,ma il Napoli è bravissimo a chiudere gli spazi, perché con Conte tutti si sacrificano in difesa e poi sanno anche ripartire. Sarà un test durissimo. Volendo forzare un po’ possiamo affermare che nelle prossime due-tre partite il Milan conoscerà la piega definitiva della sua stagione. L’unico vantaggio è che non ci sono molti calcoli da fare: con la classifica che ha, il Diavolo può e deve solo vincere. Tutto il resto sono chiacchiere”.
