Zlatan Ibrahimovic ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della ESPN, svariando su diversi argomenti: dal precampionato del Milan al suo ruolo da dirigente, fino ad arrivare a suo figlio Maximilian.
Sul suo ruolo da dirigente Ibrahimovic ha dichiarato: “È un cambio che si affronta giorno dopo giorno, ho un sacco da imparare. Sto lavorando con brave persone, che mi fanno stare al meglio. Siamo una bella squadra e sono eccitato. Mi piacciono le responsabilità e le pressioni, noi ci mangiamo la pressione a colazione. Io conosco i ragazzi perché ci giocavo insieme. Adesso io prendo decisioni che riguardano anche questi giocatori, il loro futuro. Non è facile passare da essere compagni a lavorare sopra di loro e prendere decisioni, spesso difficili e non amichevoli”.
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Sul precampionato del Milan: “Siamo arrivati qui con una squadra giovane perché molti giocatori erano in vacanza. Fino ad adesso la squadra sta facendo bene. Abbiamo un nuovo allenatore quindi serve tempo perché la sua identità sia assimilata dal gruppo. Noi dobbiamo essere pazienti, ma già dalle due partite che abbiamo giocato qua in America si vede che la squadra sta migliorando, la squadra sta iniziando a capire le idee dell’allenatore. Queste partite sono ottime per i giocatori che affrontano grandi sfide, ti danno maggiore adrenalina ed energia”.
Su Maximilian Ibrahimovic: “Da padre sono molto orgoglioso e felice. Ha molto lavoro da fare. Non è facile per lui portare il mio cognome. Per ora però ha avuto una forte mentalità e questa è la cosa più importante. Poi ci penserà il destino: se dovrà succedere, succederà. Lui sta lavorando duro, ci crede tanto e vuole scrivere la storia e secondo lui è già migliore di me (ride, ndr). I sono qui per spingerlo e aiutarlo, ma non per essere troppo protettivo: alla fine sta a lui. Aspettative? No, sono semplicemente felice per lui”.

Sulla MLS: “Penso che il campionato sta crescendo nella giusta direzione, ma lentamente, perché quando ero qui ricordo – ed è ancora così – che la MLS ha troppe regole per crescere in modo veloce. È un processo lento. Ma quando si tratta di gioco, qualità, individui, il gioco sta crescendo e sta migliorando sempre di più. E hai anche la Coppa del Mondo nel 2026, che sarà importante per il paese e per la MLS in particolare”
Su un possibile futuro da allenatore: “Fare l’allenatore non è facile. Quando da calciatore diventi allenatore devi ripartire da zero e fare un passo alla volta, da una squadra piccola o dalle giovanili. Per me fare questo passo sarebbe stato troppo grande. Da giocatore già non avevo molto tempo libero e immagina come sarebbe stato da allenatore. E io voglio godermi la vita anche in una maniera diversa”.
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