Il Milan archivia una stagione deludente con una vittoria per 2-0 sul Monza, ma il risultato sul campo conta poco in una serata che resterà impressa per la forte contestazione dei tifosi. San Siro, gremito a metà, ha vissuto un’atmosfera surreale: tra fischi, silenzi e una Curva Sud che ha abbandonato lo stadio al 18° minuto di gioco, in segno di protesta contro una stagione che ha deluso su tutta la linea.
La contestazione era iniziata già nel pomeriggio a Casa Milan, dove centinaia di tifosi hanno manifestato contro la dirigenza, imputando scelte sbagliate sul mercato, mancanza di progettualità e assenza di risultati all’altezza della storia del club. La protesta si è poi spostata allo stadio, dove i primi minuti della gara si sono giocati in un clima spettrale. Dopo 18 minuti, la Curva Sud ha abbandonato gli spalti, seguita da altri settori dello stadio. Sul campo, i rossoneri hanno comunque avuto la meglio grazie a due reti nel secondo tempo, in un match privo di pressione e di reale significato ai fini della classifica. Ma il successo non basta a salvare una stagione che si chiude senza trofei, con un’eliminazione precoce in Champions League e l’addio anticipato alla corsa Scudetto.
Il giornalista su Italiano: “A Bologna non avrà mai l’ambizione di vincere lo Scudetto. Deve andare in un grande club”
Nel post-partita, nello studio di Sky Sport 24, è intervenuto il giornalista Gianfranco Teotino, che ha commentato le voci sul possibile arrivo di Vincenzo Italiano sulla panchina rossonera:
“Cosa farei se fossi in Italiano? Io andrei al Milan. Di più cosa si può fare al Bologna? È arrivato un trofeo dopo 50 anni, ma le ambizioni non saranno mai di lottare per lo Scudetto. Italiano è un allenatore in carriera: se vuole continuare la sua risalita, deve andare in un grande club”, ha detto con chiarezza.
Le prossime settimane saranno decisive per il futuro del Milan: tra la nomina di un nuovo allenatore, l’ufficializzazione del nuovo direttore sportivo Igli Tare e una rivoluzione tecnica che si preannuncia profonda, la società sarà chiamata a ricostruire fiducia, risultati e soprattutto il legame con un pubblico che oggi si è mostrato più lontano che mai.
