Secondo quanto scritto da Sebastiano Vernazza su La Gazzetta dello Sport, Rafael Leao continua a mostrare atteggiamenti poco maturi, come se non riuscisse mai a crescere davvero. Questa impressione si è rafforzata di recente, dopo quanto accaduto nella partita contro la Lazio allo stadio Olimpico.
Non è la prima volta che succedono episodi simili. Già ad agosto 2024, sempre contro la Lazio e nello stesso stadio, Leao insieme a Theo Hernandez aveva ignorato una riunione veloce organizzata dall’allenatore durante una pausa per il caldo. Anche nell’ultima partita, il comportamento del giocatore ha fatto discutere: è uscito dal campo molto lentamente dopo essere stato sostituito, sembrava infastidito, ha evitato l’abbraccio con l’allenatore Massimiliano Allegri e, una volta negli spogliatoi, ha avuto un confronto acceso con Christian Pulisic per un passaggio non ricevuto.
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Queste situazioni fanno pensare a un rapporto complicato, con tensioni continue, ormai quasi agli sgoccioli. Vernazza descrive Rafael Leao come un talento ancora incompleto, spesso nervoso e poco disposto ad adattarsi. Lo paragona a una sorta di “Peter Pan” del calcio, sempre alla ricerca di un gioco senza regole.
Il problema è che Rafael Leao non è più giovanissimo: a giugno compirà 27 anni. Dopo diversi anni al Milan, molti si aspettavano da lui un salto di qualità definitivo, che però non è ancora arrivato. Il suo talento è evidente, ma non è stato sfruttato fino in fondo. Per questo resta la sensazione che sia ancora in bilico tra quello che potrebbe diventare e ciò che invece non riesce a essere.
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